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Ticino
"Se 30mila frontalieri si licenziassero stappiamo lo champagne"
"Se 30mila frontalieri si licenziassero stappiamo lo champagne"
"Se 30mila frontalieri si licenziassero stappiamo lo champagne"
Redazione
8 anni fa
Quadri replica a La Provincia di Como sui licenziamenti per vendetta: "Molti senza più pagnotta sul tavolo"

È polemica al di qua e al di là del confine sui cosiddetti 'licenziamenti per vendetta'. Lorenzo Quadri replica a la Provincia di Como che, commentando il caso dei due ticinesi multati nella città lariana (vedi articolo suggerito), ha tirato in ballo il caso della project manager italiana residente a Lugano, licenziata per un post su Instagram in cui lamentava di essere stata lasciata a casa in quanto italiana. "L'unica differenza" scrive il quotidiano lombardo, "è che da questa parte del confine, di ticinesi da licenziare per vendetta non ne abbiamo. Tuttavia potremmo ipotizzare un auto-licenziamento di massa dei nostri connazionali impiegati di là: il Ticino chiuderebbe bottega, ma sarebbe una crudeltà sproporzionata all'offesa. In fondo il nostro è un paese democratico in cui muovere una critica (civile) alla Polizia locale non è ancora un reato".

Un commento che ha stizzito il consigliere nazionale leghista, che risponde: "I frontalieri sono stati giustamente licenziati dai rispettivi datori di lavoro perché avevano insultato la Svizzera e gli svizzeri, causando in questo modo un danno d’immagine al datore di lavoro che campa grazie agli “svizzeri di *** e bastardi”. Si è trattato quindi di un provvedimento di diritto privato, tra azienda (magari nemmeno elvetica) e lavoratore. Non di un intervento statale".

"Sarebbe bello" prosegue Quadri, "se si potesse ritirare d’ufficio il permesso G a quei frontalieri che insultano la Svizzera e gli svizzeri sputando così nel piatto dove mangiano. Ci stiamo lavorando" promette il consigliere nazionale leghista.

Sulla paventata ipotesi dell'auto-licenziamento di massa da parte dei frontalieri impiegati in Ticino, Quadri replica: "Se 30mila frontalieri su 65mila decidessero di licenziarsi, specie nel terziario, in Ticino stappiamo lo champagne. Forse questi “commentatori” non hanno ancora capito che senza il Ticino almeno 300mila loro compaesani (65’500 frontalieri ufficiali - quindi senza considerare il “nero” ed i titolari di permessi B farlocchi - e svariate migliaia di padroncini, con le rispettive famiglie) non avrebbero la pagnotta sul tavolo. Ricordarsene prima di scrivere certe solenni minchiate nell’illusione di fare audience”.

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