
I rilevatori di fumo nelle scuole svizzere restano facoltativi, ma tra i docenti cresce l'apprensione. Secondo un’inchiesta pubblicata dal portale Nau.ch, molti istituti scolastici elvetici presentano ancora lacune preoccupanti nella protezione antincendio, nonostante il recente inasprimento delle norme sulla sicurezza negli spazi pubblici.
L'allarme dei docenti
Stando a quanto raccolto da Nau.ch, diversi insegnanti denunciano l'assenza di sensori anche nei laboratori scientifici, dove il rischio di corto circuito o la presenza di gas è elevato. Dagmar Rösler, presidente della Federazione dei docenti svizzeri (LCH), ha confermato ai microfoni del portale che è giunto il momento di verificare se le attuali raccomandazioni siano ancora sufficienti o se siano ormai superate dai fatti.
Esperti divisi: obbligo o proporzionalità?
L'inchiesta di Nau.ch mette però in luce una profonda divergenza di vedute. Mentre il settore privato e i produttori di sistemi d'allarme caldeggiano l'installazione dei dispositivi, le assicurazioni cantonali contro gli incendi frenano. Secondo Andrea Morgenthaler-Hassler dell'Associazione degli istituti cantonali di assicurazione per i fabbricati (VKG), citata nel reportage, un obbligo generalizzato potrebbe risultare sproporzionato, dato che statisticamente le scuole sono tra gli edifici meno soggetti a roghi fatali rispetto alle abitazioni private.
Un mosaico di responsabilità
Al momento, la decisione resta in mano ai singoli Comuni e Cantoni. Come sottolineato da Nau.ch, mentre città come Zurigo o Basilea effettuano controlli regolari, in molti altri distretti la presenza di allarmi nelle aule è lasciata alla discrezione delle autorità locali. Con l'entrata in vigore del divieto nazionale di articoli pirotecnici nei locali pubblici il prossimo 1° aprile, la pressione politica per uniformare la sicurezza anche nelle scuole è destinata ad aumentare.

