
“La scuola è cambiata. E’ diventata una sorta di servizio educativo a tutto campo, a cui si attribuiscono sempre più compiti.” Fabio Camponovo e Claudia Degaspero, membri del Movimento della scuola, lamentano una vera e propria crisi all’interno del settore. Una crisi che nasce da elementi esterni politici per poi confluire, in gran parte, sulle spalle della scuola. Causando vere e proprie mutazioni non solo all’interno dell’ambito scolastico, ma anche nel ruolo, più specificatamente, del docente. Proprio il docente che nell’ultimo periodo sembra aver assunto la funzione di “socializzatore di nuove generazioni”. Il Movimento della scuola ha quindi organizzato due iniziative con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, diffondendo un manifesto per la scuola, ossia una piattaforma di denuncia, un documento in cui vengono proposte delle argomentazioni politiche e culturali aperte alla sottoscrizione, e promuovendo una giornata di mobilitazione il 29 novembre. La volontà è dunque quella di riportare l’attenzione su alcune delle misure adottate negli ultimi anni che, a detta loro, hanno creato grossi disagi. Basti pensare al peggioramento della cassa pensioni dipendenti, o al taglio del 2% dello Stato; un terreno già vacillante questo, all’interno del quale si sono inserite nuove misure che, sempre dal punto di vista del Movimento scuola, causeranno un vero e proprio tracollo nel settore. “Lamentiamo un rischio di implosione delle scuole”, continuano.La scuola è chiamata a rispondere a dei compiti che non le spettano, perdendo di attrattiva. Non riesce più a funzionare come una volta, come dovrebbe. E a giudicare dal numero delle adesioni alle iniziative portate avanti dal Movimento, sono tanti gli ordini scolastici che la pensano cosi.Segui questa sera le interviste su TeleTicino alle 18:45.
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