
L’intervallo è finito. Il Ticino ha bisogno di una riforma e oggi il deputato Sergio Morisoli ha proposto alla Scolastica una sottocommissione ad hoc, raccogliendo il consenso di tutti.
Dopo i festeggiamenti, rispettivamente gli interrogativi sul no alla sperimentazione della Scuola che verrà, è tempo insomma di riprendere in mano tutti gli atti parlamentari sul tema. Ipotizzare piccole riforme puntuali. Senza per questo sostituirsi al Dipartimento.
"Quello che spetta alla commissione Scolastica è prima di tutto cercare di fare delle proposte concrete, attuabili, con dei miglioramenti" ha dichiarato la presidente della Commissione Tatiana Lurati Grassi ai microfoni di TeleTicino. "Il punto di partenza sono gli atti pendenti in commissione. In più dovremo coinvolgere il Dipartimento per capire dove intervenire prima".
E questo coinvolgendo appunto tutte le forze politiche. Ma è chiaro che idee innovative si attendono anzitutto dai referendisti.
"Noi riteniamo che una riforma scolastica" ha aggiunto Sergio Morisoli, "debba occuparsi dei contenuti dei piani di studio, dell’organizzazione del lavoro, dei rapporti tra Dipartimento e docenti che la Scuola che verrà non prevedeva, e poi c’è il problema del come insegnare" .
Altro punto su cui si è tutti d’accordo: l’abolizione dei livelli. "Tutti siamo concordi che i livelli abbiano fatto il loro tempo, la soluzione non è facile" ha aggiunto Morisoli. "Penso che ci sarà spazio di discussione e magari di incomprensioni iniziali ma è il modo per arrivare ad una visione più chiara e non totalitaria".
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