
Scuola: se ne riparlerà a settembre. Dopo il colpo di grazia dato dalle urne alla "Scuola che verrà", la riforma di Manuele Bertoli, a Palazzo delle Orsoline si naviga a vista. Vuoi che una riforma di tale portata non si elabora dalla sera alla mattina, vuoi che l’unico punto su cui i partiti concordano è che così com’è la scuola non va bene, vuoi soprattutto che tra tre mesi ci sono le elezioni.
Così in Commissione scolastica tutti si sono trovati d’accordo: meglio aspettare la nuova legislatura. Dopo aprile, spiega TeleTicino, ci sarà il tempo per chinarsi su atti parlamentari corposi come quelli di Sergio Morisoli. Atti che richiedono mesi per essere discussi, approfonditi, elaborati, concordati. In modo da non ripetere quel braccio di ferro che ha portato ad un nulla di fatto.
"In parte è così rispetto ad una serie di atti pendenti che portano su riforme strutturali di tipo organizzativo e di tipo metodologico. D'altra parte ci sono una serie di misure puntuali che sono al vaglio all'interno della commissione scolastica che devono essere discusse all'interno dei gruppi parlamentari. Da qui si potrà vedere se ci saranno delle modifiche prima della fine della legislatura", ha dichiarato la presidente della Commissione scolastica Tatiana Lurati Grassi (PS) ai microfoni dell'emittente di Melide.
Resta dunque aperta una porta, diciamo una porticina, per modifiche alla legge sulla scuola di portata più modesta. Stiamo parlando, per esempio, di quelle proposte dalla mozione Polli-Pagani su cui il Governo ha presentato delle contro proposte. La figura del docente di classe potrebbe venire potenziata, così come potrebbero venire introdotti laboratori di italiano e matematica. I partiti prenderenno posizione entro febbraio, ma il condizionale resta d’obbligo.
"L'impegno che abbiamo preso all'interno della commissione è che i gruppi portino la propria posizione entro febbraio, che sia a favore o contraria alle proposte. Se si arriverà ad allestire il rapporto entro fine legislatura è ancora difficile da dire. Al momento sono tutti abbastanza attendisti", conclude Tatiana Lurati Grassi.
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