
In casa PLR c'è maretta. Il comunicato dell'Ufficio presidenziale pubblicato in fretta e furia per commentare il no popolare alla sperimentazione de "La scuola che verrà" (vedi articolo suggerito) non è piaciuto a tutti. In particolar modo, riporta il Corriere del Ticino, ai commissari della Scolastica, che nelle scorse settimane si erano battuti per difendere l'avvio della fase pilota.
"Dare solo la colpa a Manuele Bertoli è stato esagerato» ammette il deputato e commissario liberale radicale Fabio Käppeli. Visibilmente risentita di fronte ai colleghi di commissione è apparsa anche Maristella Polli. A confermarlo è anche il deputato del PPD Claudio Franscella: "Ho voluto personalmente porre l'accento sulla questione" sottolinea il granconsigliere, che già a 'La domenica del Corriere' non aveva nascosto il proprio fastidio per i toni e i contenuti della presa di posizione del partito. "Soprattutto Maristella, ma anche i colleghi Käppeli e Cedraschi hanno espresso chiaramente il loro disappunto rispetto a un comunicato di cui sono venuti a conoscenza solo a posteriori" fa sapere ancora Franscella.
La nota giunta ai media è stata infatti finalizzata dal presidente del PLR Bixio Caprara e dal vicepresidente – e responsabile del settore scuola – Nicola Pini, senza però essere condivisa in precedenza con i parlamentari.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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