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Ticino
Scuola per sportivi, "difficoltà insormontabili"
Redazione
11 anni fa
Il Governo risponde a Boris Bignasca sul progetto che fu oggetto di scontro tra Bertoli e Mantegazza

"Perché Manuele Bertoli vuole bocciare il progetto di Scuola Media per sportivi ed artisti?" chiedeva all'inizio di luglio al Governo il deputato leghista Boris Bignasca, dopo che il DECS aveva deciso di formulare un preavviso negativo circa il progetto avanzato dall'Hockey Club Lugano e dal Football Club Lugano.

Una decisione, quella del DECS, che aveva scatenato l'ira della presidente dell'HCL Vicky Mantegazza, la quale aveva parlato di "sconfitta più amara della stagione" ed aveva accusato il Cantone di essere "piccolo e fermo su se stesso".

Boris Bignasca aveva quindi deciso di portare il tema all'attenzione del Governo tramite un'interrogazione parlamentare, la cui risposta è giunta in questi giorni.

Il Consiglio di Stato esordisce precisando che il DECS non ha sospeso alcun progetto, ma si è limitato a formulare un preavviso sfavorevole circa la proposta di scolarizzazione speciale per sportivi così come proposta dai rappresentanti della Città di Lugano e dalle due società sportive.

Già nella fase preliminare, prosegue il Consiglio di Stato, erano emersi parecchi aspetti problematici, ma si era comunque proceduto a un esame di fattibilità. L'esito della consultazione è stato però negativo, per cui il DECS ha comunicato alla Città di Lugano e alle due società sportive il proprio preavviso sfavorevole.

A seguito di questa comunicazione, scrive ancora il Governo, i rappresentanti della Città e delle due società sportive hanno poi declinato l'invito a un incontro di presentazione dell'esito degli approfondimenti.

Il Governo ricorda poi i motivi che hanno portato al preavviso negativo, già espressi a suo tempo dal direttore del DECS Manuele Bertoli. Ovvero lo svantaggio, soprattutto di natura relazionale, del comporre classi unicamente con talenti sportivi. O il rischio, siccome calcio e hockey sono sport prevalentemente maschili, di avere classi composte unicamente da maschi, "una soluzione poco accettabile". O ancora la difficoltà di istituire un orario settimanale compatto per permettere di anticipare l'inizio degli allenamenti o l'aspetto finanziario, dato l'investimento annuo stimato in circa 600'000 franchi (nell'arco di un quadriennio le nuove classi passerebbero da 2 a 8, quadruplicando i costi di gestione).

"I principi che guidano la scuola media ticinese, le considerazioni di natura finanziaria e le simulazioni fatte circa le classi a orario speciale mostrano come la proposta formulata non sia né attuabile organizzativamente né sostenibile finanziariamente" afferma il Governo.

"La strategia del DECS in questo ambito è orientata a promuovere quei giovani che dimostrano talenti particolari nella propria disciplina, sia essa sportiva o artistica" prosegue il Governo. "La scuola dell'obbligo ha istituito da diversi anni alcune condizioni quadro e strumenti che permettono ai giovani talenti sportivi di ottenere delle agevolazioni così da conciliare al meglio l'attività scolastica e quella sportiva. Naturalmente, visto che si tratta di scuola dell'obbligo e considerata l'ancora giovane età dei talenti sportivi, le agevolazioni sono contenute entro certi limiti, che variano da una disciplina sportiva all'altra."

"Sostenere i costi di sperimentazione di un progetto è ragionevole e legittimo" conclude il Governo, "a condizione tuttavia che il progetto lasci intravedere ragionevoli possibilità di riuscita e replicabilità. Gli ostacoli individuati dal DECS, compresi quelli di carattere finanziario, indicano che una sperimentazione secondo le modalità immaginate dai proponenti, anche se protratta su più anni, andrebbe incontro a difficoltà insormontabili."

Il Governo ricorda infine che "un esperimento analogo si era svolto una decina di anni fa, in collaborazione con il FCL: esso era stato tuttavia interrotto in quanto entrambe le parti - società sportiva e scuola - lo avevano considerato inefficace, inadeguato e controproduttivo."

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