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Ticino
Scuola obbligatoria fino ai 18 anni: "Ottima proposta"
Scuola obbligatoria fino ai 18 anni: "Ottima proposta"
Scuola obbligatoria fino ai 18 anni: "Ottima proposta"
Redazione
8 anni fa
Il SISA accoglie favorevolmente la proposta di Bertoli, ma solleva anche qualche perplessità

Estendere fino ai 18 anni l'obbligatorietà scolastica. È quanto ha proposto negli scorsi giorni il direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport Manuele Bertoli per combattere il fenomeno di quei giovani che, non avendo ottenuto un titolo di studio o professionale, restano a casa tagliati fuori dal mondo del lavoro. Una proposta che verrà messa in atto l'anno prossimo a Ginevra e che in Ticino sta raccogliendo i primi consensi. Tra questi quello del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) che ha preso conoscenza "con soddisfazione" della proposta del ministro, già ripresa, ricorda il sindacato in una nota, da una precedente interrogazione del deputato comunista Massimiliano Ay, con la quale manifestava la volontà di alzare l’obbligatorietà scolastica fino a 18 anni (al posto degli attuali 15 anni).

"Da diverso tempo il sindacato studentesco denuncia la grave condizione di una crescente parte della popolazione giovanile che, priva di formazione, si ritrova catapultata in un circolo vizioso di disoccupazione, assistenza sociale e povertà dal quale difficilmente ci si riesce a sottrarre" scrive il SISA nella nota. "Negli ultimi 5 anni i giovani in assistenza sono aumentati del 50% e tra di essi la maggioranza (il 60%) possiede unicamente la licenza di scuola media. Risulta dunque chiaro che è necessario agire a livello strutturale e modificare l’apparato educativo estendendo l’obbligatorietà scolastica, affinché più nessun giovane debba trovarsi in questa situazione".

Il sindacato solleva tuttavia delle perplessità riguardo la reale efficacia della proposta nel caso venisse concretizzata: "Non vi è garanzia", sottolinea il sindacato, "che, una volta compiuto il diciottesimo anno di età, un giovane abbia conseguito un diploma di grado secondario. Se consideriamo che spesso coloro che non hanno alcuna formazione provengono da condizioni sociali indigenti e precarie in cui faticano a trovare il proprio percorso formativo (e a completarlo nei tempi ‘canonici’), risulta evidente che i giovani che davvero necessitano di un supporto, legislativo ed economico, non beneficerebbero di questa eventuale modifica. Come rileva lo stesso Consigliere di Stato, “l’età adolescenziale è un periodo complesso e delicato, perché contraddittorio e teso alla ricerca della propria identità e autonomia, non solo professionale”: un giovane che si trova nella suddetta situazione ha quindi comprensibilmente maggiori difficoltà nel conseguire un titolo di studio secondario entro i 18 anni".

Il sindacato ritiene perciò urgente "implementare dei miglioramenti nel complesso del settore scolastico e delle assicurazioni sociali: estendendo l’obbligo scolastico fino all’ottenimento di un diploma di grado secondario superiore (diploma d’apprendistato o maturità) e soprattutto immettendo più risorse nell’istruzione sarà possibile porre un freno alle dinamiche odierne. Parallelamente a tutto ciò, è assolutamente necessario riformare i meccanismi in seno ai servizi di assistenza statali, al fine di sostenere i giovani anche nelle formazioni non direttamente professionalizzanti (che al momento non vengono sussidiate)". 

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