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Ticino
Scuola, “i contagi aumenteranno”
Redazione
5 anni fa
Il pediatra Paolo Peduzzi analizza la situazione tra i giovani: “L’indicazione a vaccinarsi diverrà sempre più attuale”

Dopo il rientro a scuola, si osserva un incremento di contagi tra giovani e bambini, soprattutto nella Svizzera interna dove le lezioni hanno ripreso da diverse settimane. In Ticino attualmente sono quattro le classi che, dall’inizio dell’anno scolastico, sono state messe in quarantena e il DECS potrebbe estendere l’uso delle mascherine, previsto inizialmente solo nelle prime due settimane, fino alle vacanze autunnali nelle scuole medie e postobbligatorie. La proposta è attualmente sul tavolo del Governo, che prenderà probabilmente domani una decisione in tal senso. Per analizzare la situazione i colleghi di Radio 3i hanno interpellato il pediatra Paolo Peduzzi.

Aumentano i contagi tra agli allievi in Svizzera interna. Dobbiamo aspettarci una tendenza simile in Ticino?
“Purtroppo sì, penso che gli esperti si aspettano un aumento dei casi, anche se in Ticino abbiamo raggiunto un tasso di vaccinazione interessante rispetto al resto della Svizzera e questo è un lusso che ci stiamo permettendo e del quale dobbiamo ringraziare la popolazione”.

Bisognerà intervenire in qualche modo? Basta la mascherina o si dovrà valutare la vaccinazione fra i più giovani?
“Le indicazioni di una vaccinazione diventano sempre più interessanti perché l’efficacia c’è e ci aiuta a uscire dall’impasse che è la pandemia. L’indicazione a vaccinarsi diffusa ai ragazzini dai 12 anni diverrà sempre più attuale, anche se non penso si arriverà mai all’obbligo: ci permettiamo di mantenere questa linea democratica dove è l’individuo a decidere”.

Uno studio pubblicato negli USA mostra che sempre più persone giovani under 17 vengono ospedalizzate, anche se i ricercatori hanno rassicurato sulla gravità delle ospedalizzazioni. È giusto quindi non creare troppi allarmismi...
“Credo che gli allarmismi non facciano bene a nessuno. I dati americani mostrano però un aumento preoccupante di ricoveri e bisogno di cure intense tra i giovani, tanto che in America sono i pediatri che hanno lanciato l’allarme perché mancano posti in cure intense. Un fenomeno che qui da noi non osserviamo: la differenza può essere nell’obesità massiccia, un fattore di rischio, che negli Stati Uniti è molto più diffusa, ma è solo una supposizione”.

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