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Ticino
Scuola: "I Comuni votano NO"
Redazione
12 anni fa
L'Associazione dei comuni ticinesi prende posizione sull'oggetto in votazione il prossimo 28 settembre

L'Associazione dei comuni ticinesi (ACT), quale rappresentante degli enti più direttamente interessati, esprime un parere contrario all’iniziativa concernente le scuole comunali, in votazione il prossimo 28 settembre.

Lo fa tramite un comunicato stampa odierno, firmato dal presidente Riccardo Calastri, che vi proponiamo qui di seguito.

"Quale rappresentante degli amministratori degli enti pubblici maggiormente vicini alla popolazione ed alle loro esigenze, ACT esprime comprensione per la preoccupazione degli iniziativisti e soprattutto delle famiglie ticinesi, di avere un sistema scolastico che garantisca le migliori condizioni per l’educazione e la formazione dei nostri figli. Tuttavia ACT rileva che proprio i Comuni hanno fatto e stanno facendo grandi sforzi per garantire una scuola dell’infanzia e una scuola elementare di qualità, già a partire dalla messa a disposizione di edifici scolastici, mense e palestre al passo con i tempi."

"In questo senso l’iniziativa rischia di penalizzare i Comuni, che subirebbero in caso di approvazione pesanti conseguenze finanziarie. Gli stessi sostenitori dell’iniziativa nel rapporto di minoranza della Commissione scolastica del Gran Consiglio, riconoscono che per i soli Comuni è prevista una maggior spesa annua di almeno 15 mio (ed altrettanti per il Cantone), oltre che ingenti investimenti (nel 2010 valutati a circa 80 mio) per l'adeguamento delle strutture che l’iniziativa impone."

"Fatto quest’ultimo che andrebbe oltretutto a intaccare l’autonomia comunale, che invece oggi permette a ciascun ente di gestire e proporre servizi scolastici e parascolastici su misura per le esigenze della popolazione locale. Addirittura paradossalmente potrebbero esserci peggioramenti di qualità laddove il fatto di fissare a 20 il numero massimo di allievi per classe costringerebbe alla creazione di pluriclassi con i problemi organizzativi (e non solo) che ciò comporterebbe."

"Va rilevato altresì in relazione alle spese correnti a carico dei Comuni, che quest’ultime sono già oggi destinate ad aumentare per le prospettate riduzioni delle quote di finanziamento cantonali per singola classe che il Cantone intende inserire nel suo Preventivo 2015."

"Occorre infine osservare che parecchie delle misure richieste dagli iniziativisti (potenziamento del sostegno pedagogico, istituzione delle direzioni didattiche, ecc.) sono già state adottate dal Gran Consiglio, malgrado i costi non indifferenti. Altre, quali ad esempio la generalizzazione delle mense, sono "in dirittura d'arrivo"."

"In conclusione l’ACT invita a respingere un'iniziativa che intacca ulteriormente l'autonomia comunale e crea nuovi importanti oneri per Comuni e Cantone proponendo riforme attualmente non indispensabili per il miglioramento della qualità della scuola – peraltro già elevata - che, in questo momento finanziariamente critico per le nostre Istituzioni, dovrebbero essere considerate un lusso che non ci si può permettere."

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