
No a spendere milioni per affossare la scuola. È con questo messaggio che oggi diversi esponenti della destra ticinese contrari alla Scuola che verrà si sono incamminati verso Palazzo delle Orsoline. Negli scatoloni consegnati al cancelliere erano custodite le oltre 4600 firme raccolte contro il credito per la sperimentazione. Per legge ne occorrono almeno 7mila. Ma altre 4500, hanno spiegato i referendisti, arriveranno dai comuni.
"Negli ultimi giorno sono arrivate tantissime firme, c’è stato un contributo da parte di tutti e soprattutto da parte dei docenti che hanno lavorato dietro le quinte per aprire un dibattito pubblico e permette al popolo di decidere che scuola vorrà" ha dichiarato il presidente UDC Piero Marchesi ai microfoni di TeleTicino.
In altre parole: niente cambiamenti per almeno un altro anno. Eppure, da destra a sinistra, tutti si dicono a favore di una riforma scolastica. Perché dunque non provare…"La riforma non tiene conto dell’evoluzione della società" spiega Marchesi a TeleTicino. "È sempre più difficile entrare nel mondo del lavoro, si dovrà preparare gli allievi a questo mondo…".
Come noto il progetto del Dipartimento, affinato secondo le consultazioni tra i docenti e le associazioni scolastiche, abolisce i livelli A e B. Al tempo stesso propone dei momenti in cui dividere le classi in gruppi più piccoli per seguire meglio gli allievi. Una politica che tuttavia, per i referendisti, uniformerebbe tutti verso il basso.
Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino, con l'intervista a Manuele Bertoli
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

