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Scuola che verrà, chiesta "chiarezza" sulla campagna
Scuola che verrà, chiesta "chiarezza" sulla campagna
Scuola che verrà, chiesta "chiarezza" sulla campagna
Redazione
8 anni fa
Il gruppo LaDestra interroga il Governo: "È vero che Bertoli ha 'intimato' ai direttori delle SME di dirsi favorevoli?"

Sul Foglio ufficiale n. 38 di venerdì 11 maggio 2018 è apparso il decreto di riuscita della raccolta firme contro il decreto legislativo concernente lo stanziamento di un credito quadro di 6,73 milioni di franchi per il finanziamento della sperimentazione del progetto "La scuola che verrà".

Ponendo l'accento sul numero di cittadine e cittadini non convinti di questo progetto (9'414) il gruppo de LaDestra ritiene sia importante "dipanare sin da subito eventuali dubbi e avere delle risposte chiare e univoche rispetto anche ad alcuni fatti che ci sono stati riportati" prima di affrontare questi mesi di campagna che precederanno il voto e "assicurare così ai cittadini che nessuna parte del credito sia stata (o sarà) utilizzata per scopi inerenti alla campagna di voto che ci attende".

Pertanto gli interroganti Lara Filippini (UDC-LaDestra, prima firmataria), Paolo Pamini (AL-LaDestra), Gabriele Pinoja (UDC-LaDestra), Tiziano Galeazzi (UDC-LaDestra), Sergio Morisoli (AL-LaDestra), Cleto Ferrari (UDC-LaDestra) pongono le seguenti domande al Consiglio di Stato:

  • Come intende il Governo vegliare affinché il credito votato dal Gran Consiglio di 6.7 mio, e ora sotto procedura referendaria, non venga usato?
  • Risulta al Governo che delle spese per la Scuola che verrà siano già state assunte e coperte/pagate da questo credito, dopo il voto del Gran Consiglio?
  • Ci sono degli impegni verso terzi già assunti e/o pagati in precedenza, prima del voto del Gran Consiglio che sono da addebitare a questo credito ora sottoposto a referendum popolare?
  • Ci sono direttive precise ai funzionari del DECS e del DFE affinché il credito rimanga congelato sia negli impegni che nei pagamenti fino a dopo il voto popolare?
  • Le locandine che stanno circolando (vedi allegato) da chi sono state ideate e pagate? Qual è stato (se c’è stato) il ruolo del DECS nella produzione/distribuzione di queste locandine?
  • Nel qual caso il DECS si fosse reso partecipe, finanziariamente o in altro modo, dei suddetti volantini, il CdS, per parità di trattamento, concederebbe e agevolerebbe la distribuzione di un volantino eseguito dai promotori del referendum (con le medesime modalità) presso le varie sedi scolastiche?
  • Corrisponde al vero che nel mese di maggio 2018, durante il plenum dei direttori delle SME il Direttore del DECS Manuele Bertoli ha “intimato” a quest’ultimi di produrre una posizione scritta favorevole alla “Scuola che verrà”? E corrisponde al vero che ha altresì auspicato che tutti i docenti facciano propaganda a favore della sperimentazione il prossimo 23 settembre?
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