
Campione d’Italia versa 600mila franchi per i servizi offerti dal cantone; gli accordi iniziali prevedevano 5 milioni. Troppo pochi, secondo la Commissione della Gestione. E il Consiglio di Stato ritira il messaggio sui rapporti con l’enclave. Così riporta oggi il Corriere del Ticino. Noi - in un momento di grandi tensioni tra Svizzera ed Italia - abbiamo voluto capire come stanno le cose. Sentito dal Corriere del Ticino, Edo Bobbià, membro della Commissione della Gestione, ha chiesto e ottenuto dai colleghi un no all’accordo con l’enclave in relazione al notevole calo dell’importo versato da Campione al cantone. Un misero accordo - sostiene Bobbià - l’ultimo concordato a nome del cantone dal cancelliere Giampiero Gianella, senza che il Governo abbia partecipato alle trattative. Cerchiamo innanzitutto di capire come mai si sia passati dai 5 milioni garantiti dall’accordo del 1982 ai 600mila franchi annui per il periodo 2005-2006. Ci risponde il sindaco di Campione, Marita Piccaluga: “C’erano parecchi servizi che venivano dati dal Ticino, che oggi nom vengono più dati”. Il Governo ha ritirato il messaggio sui rapporti con l’enclave in realtà a seguito della disdetta inoltrata dal comune di Campione per questo accordo. Come ci conferma il presidente del Governo cantonale Gabriele Gendotti. “Ci si dovrà sedere attorno ad un tavolo per ridiscutere tutta la questione. Chiaro che nel frattempo sono intervenuti i bilaterali e sono in parte diminuite le prestazioni del Ticino a favore di Campione. E loro sono disponibili a pagare solo le prestazioni che ricevono”. Al Corriere del Ticino, Edo Bobbià ipotizza un nuovo accordo con una cifra fra i 4 e i 5 milioni. Cosa ne pensa Gabriele Gendotti: “E’ difficile”. Le esternazioni di Bobbià – in particolare con riferimento al periodo teso fra Svizzera e Italia e lo scudo fiscale – non sono piaciute a Campione. Ancora il sindaco Marita Piccaluga. “Questo mi fa accapponare la pelle. Bisogna tenere conto anche dell’indotto generato da Campione in Ticino”. [email protected]
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

