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Ticino
Scudo, stop negoziati: "Un errore"
Redazione
17 anni fa
È un errore congelare le trattative fiscali con l'Italia: lo afferma l'ex procuratore pubblico ticinese Paolo Bernasconi

È un errore congelare le trattative fiscali con l'Italia: lo afferma l'ex procuratore pubblico ticinese Paolo Bernasconi in un'intervista pubblicata oggi dal giornale romando "Le Temps". A suo avviso la misura serve soltanto "a fare impressione".L'accordo contro la doppia imposizione "non costituisce affatto una priorità per l'Italia", ha dichiarato Bernasconi. La Convenzione "esiste da quarant'anni e l'Italia ne ha fatto uso molto raramente", ha aggiunto. "In media Roma ha chiesto informazioni fiscali soltanto cinque volte all'anno."Secondo Bernasconi "non serve nulla interrompere le negoziazioni senza contropartite". Tanto più che la Svizzera lancia un messaggio contraddittorio: dapprima designa un consulente politico per dialogare con l'Italia (l'ex consigliere di Stato Renzo Respini, ndr.), e poi sospende le trattative per tranquillizzare il Ticino e la Svizzera. "È un grave errore risolvere allo stesso tempo i problemi interni e quelli esterni", ha aggiunto.Ma le critiche di Bernasconi non terminano qui: "la Svizzera ha violato sistematicamente l'accordo con l'Unione europea sulla trattenuta alla fonte", ha affermato, osservando che la Confederazione ha versato soltanto il 5% circa di quello che avrebbe dovuto. Stando all'ex procuratore, le banche hanno inoltre creato migliaia di società offshore per permettere ai clienti di evitare i prelievi, mentre l'Amministrazione federale delle contribuzioni ha lasciato fare chiudendo un occhio.ATS

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