
Si tornerà a discutere della disdetta del Contratto collettivo di lavoro (CCL) per i dipendenti del Servizio di cure a domicilio del Luganese (SCuDo).
Lo comunica, con piacere, il comitato del gruppo pensionati del Sindacato VPOD. "Nonostante il parere contrario del Comitato, l’infausta decisione presa in precedenza potrà così essere ridiscussa" scrive il comitato.
"Il settore aiuto domiciliare in Ticino è regolato oggi da due contratti collettivi di lavoro cantonale: uno per i servizi d’interesse pubblico come SCuDo e uno per i servizi commerciali privati" aggiunge. "La rottura di uno dei due contratti collettivi di lavoro cantonali da parte di SCuDo rischia di scatenare una reazione a catena sia tra i servizi di assistenza d’interesse pubblico, sia tra i servizi commerciali. La conseguenza si farà sentire sul personale sociosanitario: deregolamentazione delle condizioni di lavoro, impossibilità per i sindacati di controllare gli orari di lavoro e il pagamento del tempo di trasferta, sviluppo del precariato (contratti a ore), assenza di trasparenza sulle condizioni di lavoro, concorrenza sleale tra i vari servizi a danno del personale sociosanitario, perdita di posti interessanti per i residenti. Tutto ciò ricadrà inevitabilmente anche sulla qualità delle prestazioni fornite agli utenti di tutto il Canton Ticino."
Pertanto il Gruppo pensionati VPOD auspica che il prossimo 25 giugno l’Assemblea dei delegati di SCuDo revochi la disdetta del contratto collettivo di lavoro da parte di SCuDo.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

