Cerca e trova immobili
Ticino
Scudo: l'UDC chiede ritorsioni contro l'Italia
Redazione
17 anni fa
L'UDC chiede il blocco delle autorizzazioni lavoro, la riduzione del ristorno fiscale ed un impegno chiaro su AlpTransit

Sono sempre di più le voci che si alzano contro lo scudo fiscale. “Credo che passando tramite il partito nazionale, dunque tramite il maggiore gruppo parlamentare, avremo più peso che passando dalla delegazione ticinese. E comunque questo è un ulteriore tassello di un’azione che si sta viappiù gonfiando: tutto il Ticino sente questo problema”. E’ in queste parole del segretario dell’UDC ticinese Eros Mellini che si spiega la decisione della sezione ticinese del partito di appellarsi al partito nazionale per far seguire un’azione parlamentare alle due lettere già inviate al presidente della Confederazione Hans Rudolf Merz, quella del Consiglio di Stato e quella dei capigruppo in Gran Consiglio di UDC, PLRT, PPD e Lega.L’UDC nazionale ha colto la richiesta ticinese e, per mano del consigliere nazionale Yvan Perrin – vicepresidente di UDC Svizzera e responsabile del coordinamento fra la direzione del partito e la sezione ticinese – depositerà in Parlamento, in occasione della prossima sessione autunnale di novembre, un postulato per chiedere delle "misure di ritorsione contro l’Italia". Le tre richieste del postulato UDCL'UDC chiede in particolare il blocco delle autorizzazioni di soggiorno e di lavoro per gli italiani che vogliono lavorare in Svizzera, la riduzione del ristorno fiscale proveniente dal reddito dei frontalieri ed un impegno chiaro da parte italiana per il proseguimento di AlpTransit a sud del Ticino.Il Consiglio federale sarà obbligato a prendere posizione"Ora il Consiglio federale - ci dice Yvan Perrin - è obbligato a chinarsi sul problema e a chiarire come giudica il rispetto degli accordi bilaterali da parte dell’Italia”. “Con questo postulato - aggiunge - speriamo che il Consiglio federale si mobilizzi per ottenere almeno che gli accordi siano rispettati dalle due parti”. “Naturalmente – aggiunge - la concorrenza deve fare il suo ruolo, ma deve valere dalle due parti. La Svizzera, a livello amministrativo gioca il suo ruolo, l’Italia e la Francia invece no”. “Inoltre – prosegue - le dichiarazioni di Giulio Tremonti contro la piazza finanziaria ticinese non sono certo amichevoli e dunque credo che anche il Dipartito degli esteri dovrebbe prendere una posizione”. Ticino dimenticato a Berna? “C’è chi dice che il Ticino si sente dimenticato da Berna”, aggiunge Perrin. “Ma bisogna anche dire che il Ticino non è che abbia gridato molto. Se si vuole essere ascoltati bisogna alzare la voce. Cosa che ha fatto la nostra sezione ticinese".Frecciata a Fulvio Pelli “E’ vero - conclude Perrin - che il presidente del PLR Fulvio Pelli ha detto la sua sul Corriere della Sera e non è stata una brutta idea, ma forse sarebbe stato meglio esprimersi a Berna. E comunque, se Pelli avesse veramente voluto fare qualcosa per risolvere i problemi del Ticino, doveva andare in Consiglio federale. Il Ticino deve fare di tutto per tornare in Consiglio federale, perché è evidente che avendo un Consigliere federale il messaggio ticinese passa meglio”.[email protected]

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata