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Ticino
Scudo: domani i ministri discutono la proroga
Redazione
17 anni fa
Lo ha annunciato oggi il ministro dell'Economia Giulio Tremonti

Domani a Roma, il Consiglio dei ministri del governo Berlusconi affronterà l'eventuale proroga dello scudo fiscale. Lo ha annunciato oggi il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a margine delle votazioni sulla legge finanziaria alla Camera dei deputati. Sullo scudo fiscale appena concluso - 15 di dicembre - Tremonti non ha lesinato elogi: si tratta della «più grande manovra finanziaria mai fatta negli ultimi anni», ha dichiarato ai giornalisti. Sulla possibilità di uno scudo «quater», Tremonti ha riferito: «Dobbiamo vedere, ne devo parlare con i miei colleghi domani al Consiglio dei ministri». Alcune ore prima di queste sue dichiarazioni, fonti raccolte tra i membri della maggioranza e riprese dalle agenzie di stampa italiane, davano quasi per certo una proroga dello scudo fino ad aprile. Secondo tali fonti parlamentari della maggioranza, la misura dovrebbe essere inserita nel decreto legge milleproroghe che sarà sottoposto al vaglio dei ministri. Il nuovo termine dovrebbe essere aprile, ma l'aliquota dovrebbe salire di un punto, arrivando così al 6%. Giulio Tremonti è stato prudente sul risultato dello scudo appena concluso. Al momento non è possibile dire quanto è rientrato con esattezza, ha affermato. Si è ipotizzato un rientro di capitali pari a 80 miliardi di euro «tanto che nella finanziaria ci sono 3,7 miliardi. Questi sono i dati che ufficialmente utilizziamo, che cosa è in più lo sapremo nei prossimi giorni. Credo che questa notte usciranno dati stile exit-poll e nei prossimi giorni arriverà il dato ufficiale». Secondo il ministro «è probabile che la quota dei rimpatri reali sia prevalente rispetto a quelli virtuali». Questo, secondo Tremonti «vuol dire che c'è fiducia verso il governo». Il ministro Tremonti ha invitato a «non scambiare il dito con il cielo. Quello che conta non è quanto si incassa, ma quanto rientra». Ha assicurato che, se ci sarà uno scudo-quater, la prudenza sarà la stessa utilizzata con la sanatoria appena chiusa: «Con il primo scudo siamo stati prudenti, e così saremo con il secondo». In seguito ha sottolineato le differenze con il precedente scudo fiscale, quando cioè si poteva regolarizzare i capitali e lasciarli fuori. «Da allora è cambiato lo scenario - ha spiegato - perché c'è stato il G20 che ha avviato la lotta ai paradisi fiscali. E «la logica è continuare il contrasto all'evasione. «Questa è la nuova politica europea». E lo scudo «è stato un pezzo» della lotta all'evasione che «continuerà». ATS

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