
L'assemblea dei delegati di Scudo (Servizio di cura e assistenza a domicilio del Luganese) ha deciso ieri sera di dare il via libera alla disdetta del Contratto collettivo di lavoro per gli oltre 220 dipendenti, per la fine di questo 2014.
La maggioranza dei delegati, riuniti ieri sera a Massagno, ha quindi deciso che i dipendenti del servizio torneranno ai contratti normali.
Una decisione giunta dopo un caldo dibattito in sala, che ha visto i rappresentanti sindacali cercare (invano) di convincere l'assemblea.
"Le condizioni di lavoro del personale del Servizio sono sempre state regolate da un CCL sottoscritto con i tre sindacati presenti nel settore sociosanitario cantonale" ha detto il vice segreterio cantonale Ocst Renato Ricciardi. "Il CCL in vigore è un bene troppo prezioso per rinunciarvi. Per di più un servizio pubblico come Scudo, finanziato dai Comuni e dal Cantone, non può lasciare una comunità contrattuale che riunisce le parti sociali in un disegno di promozione dell'interesse e del bene comune. La disdetta fa il gioco dei servizi privati alla caccia di una fetta sempre più importante di mercato."
Le perplessità di Ricciardi sono state riprese anche da Roberto Martinotti (presidente per la regione Ticino del sindacato dei servizi pubblici Ssp/Vpod) e da Raoul Ghisletta (segretario cantonale Vpod), che ha pronosticato effetti negativi "a valanga" circa la rescissione del CCL.
Secca la replica del presidente del comitato di Scudo, Sergio Macchi. "Il nostro personale non è preoccupato, come dimostra uno studio Supsi di cinque mesi fa, né soggetto a pressioni" ha affermato in sala. "Il 55% dei dipendenti non è sindacalizzato: saranno loro a decidere se vorranno continuare con il contratto di lavoro normale. Questa per me è la democrazia."
Ghisletta ha ribattuto sostenendo che tra il personale "c'è paura dopo i due licenziamenti del 2012" ed ha invitato i delegati a votare per il CCL.
Niente da fare, la proposta di mantenere il Contratto collettivo di lavoro è stata infine bocciata, con 23 No, 18 Sì e 6 astenuti.
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