
Dopo le discussioni degli scorsi giorni sull'approvazione del limite massimo del 15% di frontalieri all'interno del proprio organico, il Servizio cure a domicilio del Luganese (Scudo) fa ancora parlare di sé.
La sezione luganese del PS, riunita oggi in assemblea, con un comunicato ha infatti aspramente criticato le dinamiche vigenti all'interno del comitato direttivo del servizio. In particolare si "condanna la natura antidemocratica del comitato di SCuDo, la cui modalità di elezione è stata caratterizzata da una prevaricazione nei confronti della candidata (Marilena Ranzi Antognoli) del PS e dall’illegittimità della candidatura al comitato del membro passivo Lorenzo Quadri".
Inoltre i socialisti si interrogano sulla disdetta del contratto collettivo di lavoro, che a loro dire "cozza pesantemente con la necessità di rafforzare ed estendere i salari minimi e i contratti collettivi di lavoro in Svizzera", affermando che questa disdetta è una mossa politica di coloro che sono in prima linea a sostenere l'iniziativa sull'immigrazione di massa dell'UDC, sostenendo di voler in questo modo proteggere il mercato del lavoro svizzero.
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