
Renzo Respini, l’avvocato nominato un anno fa come consulente per le questioni fiscali intrattenute con l’Italia dopo che Giulio Tremonti, Ministro italiano dell’economia e della finanza, aveva introdotto il cosiddetto scudo fiscale, ha terminato il suo mandato di collaborazione. A distanza di un anno, Lorenzo Quadri, deputato al Gran Consiglio, interroga il Consiglio di Stato, tirando le somme sull’attività dell’avvocato e sugli sviluppi futuri del Ticino, in particolare relativi alla sua piazza finanziaria. Il deputato chiede un resoconto sulle attività svolte dalla “task force” guidata da Respini, in quanto un rapporto dei lavori al Governo cantonale non è mai arrivato. Ne risulta chiaro - per Quadri - se lo stesso Governo ticinese, toccato in primis dagli scudi fiscali italiani, abbia mai chiesto di essere tenuto al corrente delle attività dell’avvocato. Nonostante i rapporti con l’Italia continuino ad essere problematici, soprattutto per il tessuto economico ticinese, la decisione del Consiglio Federale di fare a meno della figura del consulente – secondo il deputato – appare come un segno di disinteresse da parte della Confederazione per i problemi in cui versa il Ticino. Quadri conclude chiedendo al Consiglio di Stato come giudica l’operato della Confederazione che ha deciso di porre fine alla collaborazione con l’avvocato, se fossero d’accordo e informati del provvedimento, se avessero mai avuto una relazione sull’operato di Respini e, in ultima analisi, come intenderà muoversi nel prossimo futuro sul tema delle relazioni con l’Italia. Un tema che – secondo Quadri – non è mai stato particolarmente prioritario per la Confederazione stessa.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

