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Ticino
Scudo: Berna sostiene il Ticino
Redazione
16 anni fa
Pieno appoggio nella vertenza fiscale con l'Italia. Per il Consiglio federale i fiscovelox non violano accordi Schengen

Il Consiglio federale garantisce al Consiglio di Stato ticinese il proprio sostegno nella vertenza fiscale con l'Italia. In una lettera a Bellinzona, Berna «ribadisce l'intenzione di elaborare con Roma un pacchetto di misure globali» e sottolinea che la «soluzione dovrebbe essere raggiunta attraverso il dialogo tra i due paesi». Nella sua missiva, il governo federale ricorda di aver «già reagito con una serie di provvedimenti agli attacchi delle autorità italiane nei confronti della piazza finanziaria ticinese». L'esecutivo si riferisce in particolare alla convocazione dell'ambasciatore italiano a seguito della perquisizione nelle succursali di istituti bancari svizzeri; alla nomina dell'ex consigliere di Stato Renzo Respini quale consulente politico nelle questioni fiscali italo-svizzere; all'istituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale; nonché alla sospensione dei negoziati di revisione della Convenzione di doppia imposizione (CDI) tra i due paesi. Con tali misure il Consiglio federale «ha già contribuito ad appianare e chiarire le relazioni» in materia di politica fiscale, si legge in una nota odierna del Dipartimento federale delle finanze (DFF). «Fiscovelox» non violano accordi Schengen Lo scorso 12 gennaio, il Consiglio di Stato ticinese aveva chiesto al governo federale se l'uso di strumenti di controllo da parte italiana presso la frontiera svizzera, i cosiddetti «fiscovelox», siano compatibili con lo Spazio di Schengen. Secondo Berna, questi controlli sono stati istituiti per lottare contro la criminalità transfrontaliera. Non trattandosi di misure di sorveglianza sistematica delle persone, non violano pertanto gli accordi di Schengen. Nella sua risposta, il governo si fonda su analisi effettuate dall'Ufficio federale di giustizia e dall'Amministrazione federale delle dogane. Il contenzioso fiscale con l'Italia ha avuto origine con l'entrata in vigore, nell'ottobre 2009, dello «scudo fiscale» voluto dal ministro italiano dell'economia Giulio Tremonti, nel frattempo prolungato sino al 30 aprile. ATS

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