
Oggi ha avuto luogo lo scrutinio della votazione per l’approvazione del nuovo contratto collettivo di SCuDo cui hanno partecipato 155 dipendenti pari al 62% del totale; 143 persone si sono espresse in favore dell’entrata in vigore del nuovo Ccl al 1. gennaio 2016 mentre 12 per il mantenimento dell’attuale regolamento aziendale. Il nuovo accordo era stato accettato anche dall’assemblea del personale convocata dai sindacati OCST e SIT l’11 novembre a Lugano.
L’accordo raggiunto sul contratto collettivo, che conferma e migliora in alcuni aspetti le attuali condizioni di lavoro, è un segnale di buona collaborazione tra il Comitato SCuDo e le organizzazioni sindacali. Si tratta inoltre di un primo passo verso un dialogo più diretto e un coinvolgimento più attivo del personale nell’organizzazione dell’attività del servizio.
Le novità più rilevanti riguardano il miglioramento delle indennità per lavoro notturno e festivo e l’introduzione del congedo paternità pagato di tre giorni. Le parti contraenti hanno inoltre deciso di ricostituire una commissione consultiva e conciliativa con il compito di controllare l’applicazione del Ccl e di dirimere tutte le questioni riguardanti i rapporti tra direzione e personale. È stato inoltre istituito un fondo per finanziare iniziative di formazione e sociali in favore dei dipendenti.
Vi è da rilevare che diversi Comuni del comprensorio SCuDo desideravano rimettere in atto un contratto collettivo di lavoro. Il Comitato di SCuDo, fin dall’inizio, ha sempre ritenuto che fosse fattibile un contratto collettivo di lavoro (CCL) con sindacati con i quali fosse possibile collaborare sulla base di una reciproca fiducia. Per cui ha tenuto conto delle opinioni dei Comuni di cui sopra, elaborando il contratto collettivo (approvato dai collaboratori SCuDo) in accordo con due sindacati OCST Lugano e SIT Locarno.
Le organizzazioni sindacali, dal canto loro, auspicano che questo risultato possa ora favorire la conclusione di un accordo cantonale che coinvolga gli altri cinque servizi di cure a domicilio. Già in vigore, era decaduto in seguito alla disdetta di SCuDo. Il personale chiede che tutto il settore delle cure a domicilio sottostia ad un contratto collettivo che equipari le condizioni di lavoro in tutto il settore per evitare pressioni e abusi sugli addetti di questo importante servizio.
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