
"Noi impieghiamo personale residente", recita il bollino promosso dal Municipio di Claro per sostenere le aziende che assumono manodopera locale.
Ma a non dare il buon esempio, a volte, è lo stesso Municipio.
Lo svela, secondo quanto riporta La Regione, un rapporto dell'Ufficio cantonale dei lavori sussidiati e degli appalti, che fa emergere "violazioni di grado medio direttamente imputabili al Municipio nell'applicazione della legge e relativo argomento" in due dossier.
Il primo riguarda le misurazioni idrauliche nel riale Brogo. Il Municipio ha permesso il subappalto a uno studio di ingegneria di Svitto, malgrado non ne fosse autorizzato. Inoltre non ha neppure verificato l'avvenuto pagamento degli oneri sociali e delle imposte, come invece prevede la Legge sulle commesse pubbliche.
Il secondo caso è relativo all'ampliamento della Scuola dell'infanzia. Il Municipio aveva invitato alla gara d'appalto tre progettisti domiciliati a Claro, ma alla fine l'appalto era andato a uno studio di architettura di Lugano di cui uno dei tre invitati è contitolare. L'ufficio cantonale ritiene che si tratti di una delibera "lacunosa" e che la società prescelta avrebbe dovuto essere "esclusa dall'offerta dalla gara d'appalto." La Regione cita poi ulteriori punti criticabili in questo dossier.
Il Municipio di Claro è stato inoltre bacchettato per non aver rispettato l'obbligo, dal 2001 a oggi, di pubblicare annualmente la lista delle commesse pubbliche sopra i 5'000 franchi aggiudicate per incarico diretto o concorso a invito.
Nel frattempo il Municipio di Claro ha messo in atto dei correttivi, giudicati in modo positivo dall'ufficio cantonale. La Sezione enti locali ha in ogni caso chiesto che questi correttivi le vengano sottoposti entro metà aprile.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

