
Ci sono due bambini equadoregni al centro dello scontro che vede contrapposti due consiglieri di Stato, il socialista Manuele Bertoli ed il leghista Norman Gobbi.
Interpellati entrambi dal Municipio di Gambarogno, hanno infatti fornito due pareri diametralmente opposti tra loro. E ora si dovrà cercare la conciliazione.
Ma ripercorriamo la vicenda, che viene riportata oggi da La Regione.
Tutto nasce alcune settimane fa, quando il Municipio di Gambarogno ha deciso di interrogarsi seriamente sul futuro di alcune famiglie di equadoregni, con passaporto spagnolo, che vivono da qualche tempo in dimore mobili a Contone. L'Esecutivo ha incontrato le famiglie ed ha poi chiesto al DECS il permesso di scolarizzare due bambini equadoregni, uno in terza elementare e una all'asilo.
Il direttore del DECS Manuele Bertoli, nella sua risposta al Municipio di Gambarogno, ha dichiarato di non aver dubbi sul fatto che i bambini vadano scolarizzati, visto che risiedono a Contone da mesi e sono nell'età dell'obbligo scolastico. Bertoli, a sostengo della sua tesi, ha citato una raccomandazione della Conferenza dei direttori della pubblica educazione, e lo stesso Ordinamento cantonale, che prevede la scolarizzazione dei bimbi indipendentemente dal loro statuto. Bertoli, infine, ha comunque precisato che la questione dei permessi non è di pertinenza del suo dipartimento, bensì di quello delle Istituzioni.
Il Municipio di Gambarogno, sapendolo, si era già attivato presso il dipartimento diretto da Norman Gobbi per avere un parere sulla questione permessi degli equadoregni.
E anche Gobbi ha risposto all'Esecutivo, ma con una conclusione diametralmente opposta a quella del suo collega di Governo: "Il Municipio non è autorizzato a scolarizzare i bambini equadoregni poiché non risultano né domiciliati né residenti ma hanno solo il visto turistico".
Il problema, a quel punto, era che i bambini in questione avevano già iniziato la scuola. Il Municipio di Gambarogno ha allora nuovamente interpellato il DECS, il cui direttore Manuele Bertoli ha in seguito approfondito il caso.
Ieri, infine, Bertoli ha scritto una lettera a Gobbi, "dai toni cortesi ma decisi", invitandolo a rivedere la sua presa di posizione, in virtù di una presunta "qual disinvoltura nella citazione di alcuni articoli della legge". Secondo Bertoli, in pratica, il Cantone è tenuto a scolarizzare i due bambini equadoregni, indipendentemente dal loro statuto.
"Finché questi bambini saranno presenti sul nostro territorio devono essere scolarizzati" scrive il direttore del DECS nella sua missiva. "L'alternativa del resto sarebbe probabilmente vederli in giro con i loro genitori nell'intento di raccogliere qualche soldo facendo ricorso all'accattonaggio, fattispecie che il progetto di Legge sull'ordine pubblico che il Dipartimento delle Istituzioni ha posto in consultazione vuole evitare."
In conclusione Bertoli invita Gobbi a un incontro chiarificatore, per evitare in futuro di dare ai Comuni pareri divergenti su identiche questioni. Si è ora in attesa della risposta di Gobbi.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

