
L'UDC Ticino ha presentato oggi un'iniziativa parlamentare generica (primo firmatario Gabriele Pinoja), con la quale chiede degli sconti fiscali per le imprese neocostituite che servono gli interessi economici del Cantone.
Pinoja e colleghi esordiscono scrivendo che "gli articoli 5 e art. 23 cpv. 3 della Legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni affermano quanto segue: "I Cantoni possono prevedere, per via legislativa, sgravi di imposte a favore delle imprese neocostituite che servono gli interessi economici del Cantone, per l’anno di fondazione dell’impresa e per i nove anni seguenti. Un cambiamento essenziale dell’attività aziendale può essere equiparato a neocostituzione"."
"Questa norma è analoga all’art. 1 cpv. 3 lett. b del Concordato intercantonale del 10 dicembre 1948 sul divieto di convenzioni fiscali" aggiunge l'UDC.
"A questo proposito" proseguono Pinoja e colleghi, "si veda anche l’art. 11 cpv. 1 della Legge per l’innovazione economica (LInn) che recita: "Il Cantone può concedere alle nuove aziende agevolazioni per le imposte cantonali sull’utile e sul capitale, di regola per un massimo di 5 anni, e fino all’esonero completo. In casi eccezionali, l’agevolazione può estendersi per un periodo massimo di 10 anni. Un cambiamento essenziale dell’attività aziendale può essere equiparato alla costituzione di una nuova azienda." La LInn prevede, a mezzo di decreti esecutivi, i criteri di accesso a queste agevolazioni: almeno il 60% dei propri dipendenti è residente in Svizzera e almeno il 60% dei dipendenti percepisce un salario mensile lordo superiore a fr. 4’000.- per 12 mensilità."
"Evidentemente non solo l'innovazione serve gli interessi economici del Cantone" scrive l'UDC. "La popolazione ticinese punta anche su altri valori, in particolare quelli elencati nei nuovi articoli costituzionali legati alla iniziativa "Prima i nostri". Quelli che erano solo semplici criteri sono dunque assurti a un ruolo centrale nell'ottica dell'interesse del Cantone, cosa che da sola giustifica un plausibile alleggerimento fiscale con lo scopo di incentivare l’implementazione di tali realtà imprenditoriali. Le ditte neocostituite socialmente e economicamente importanti per il nostro territorio si preoccupano infatti per il personale indigeno e offrono stipendi interessanti."
Alla luce di quanto sopra, l'iniziativa parlamentare generica dell'UDC chiede di modificare la legge tributaria ticinese "affinché l’imposta sulle neocostituite società di persone e di capitali sia decurtata di 1/3, per una durata di 10 anni, nel caso in cui: almeno l'80% dei dipendenti risieda in Svizzera; almeno il 80% dei dipendenti percepiscano un salario mensile lordo superiore a fr. 4’000.- per 13 mensilità."
Nel caso in cui l'iniziativa dovesse esere accolta, il Consiglio di Stato e la commissione preposta dovrebbero valutare un’eventuale limitazione legata al numero di dipendenti necessari, al fine di ossequiare lo scopo della legge.
"Preferenza indigena e lotta al dumping salariale potranno in tal modo trovare un riscontro anche a mezzo di una fiscalità che premi le aziende che servono gli interessi economici e sociali del Cantone" conclude l'UDC.
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