
Come è noto, durante i mesi estivi il Dipartimento del Territorio attua la campagna “L’aria cambia” vendendo abbonamenti mensili Arcobaleno a prezzi fortemente ridotti. Questo per limitare la formazione di ozono a basse quote, fenomeno chimico naturale incentivato dalle forti radiazioni solari estive e dall’azione congiunta di sostanze inquinanti presenti nell’aria. Perché quindi non fare la stessa cosa in inverno, quando vige il problema delle polveri fini? A fare questa proposta è la consigliera comunale di Chiasso Antonia Boschetti che tramite un’interrogazione inoltrata al Municipio chiede di sollecitare il Cantone affinché si adoperi, durante la stagione fredda, di proporre tariffe vantaggiose su biglietti e abbonamenti dei mezzi pubblici.
“Il Dipartimetno del territorio” fa notare Boschetti, “agisce in estate per contrastare l’inquinante tipicamente estivo. La stagione invernale, nonché i periodi che vedono ridotte precipitazioni di acqua piovana, subiscono l’azione di un altro genere di inquinamento, quello dovuto all’emissione di polveri fini. Tale emissione non dipende, come nel caso della formazione di ozono, da reazioni chimiche naturali, ma da attività umane quali la combustione di benzine”.
“L’iniziativa "L'aria cambia"", prosegue Boschetto, "ha saputo tener conto dei periodi dell’anno e delle condizioni climatiche che maggiormente deteriorano la qualità dell’aria. Ma perché limitare questa campagna a luglio e agosto se questi non sono gli unici mesi che mettono particolarmente a repentaglio la pulizia dell’aria che respiramo?”
Boschetto ricorda che l’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico stabilisce che il valore medio su 24 ore di concentrazione di PM10 può superare i 50 ug/m3 al massimo una volta l’anno. Ma secondo l’osservatorio ambientale della Svizzera italiana nella località di Chiasso su 63 giorni consecutivi monitorati (dal 30 ottobre 2015 al 1 gennaio 2016), 38 hanno superato il limite consentito. 8 di questi 38 giorni hanno raggiunto o superato il limite di 75 ug/m3 di PM10, “oltrepassando la soglia d’inquinamento detto “acuto””.
“Questi dati” commenta Boschetti “inquadrano una situazione nient’affatto rassicurante ma nemmeno catastrofica”. Confrontando i dati degli altri anni, la consigliera comunale sottolinea che nel 2015 il valore delle polveri fini a Chiasso è effettivamente cresciuto per rapporto al valore registrato l’anno precedente (25 ug/m3 nel 2014 contro i 32 ug/m3 nel 2015). Ma nel 2013 la media annua di PM10 registrata è stata di 49ug/m3. “L’aria che oggi respiriamo nel nostro comune è dunque più pulita di quella inalata nel 2003".
Sottolineando gli sforzi profusi dalla politica svizzera e dalle iniziative locali contro l’inquinamento atmosferico, Boschetti chiede se non è ipotizzabile che il Municipio di Chiasso si mobiliti affinché il Dipartimento del Territorio proponga una versione invernale della campagna estiva “L’aria cambia”.
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