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Ticino
“Scongiurare il rischio di un peggioramento”
Le considerazioni del direttore del Dss Raffaele De Rosa a margine della conferenza stampa del Consiglio federale in vista delle prossime aperture

Il Consiglio federale ha svelato le sue carte. Vengono confermate le aperture del 1° marzo e, in estrema sintesi, i cantoni scettici sul primo piano presentato dal Governo sono stati ascoltati. Tra questi, figurava il Ticino che aveva inoltrato a Berna precise richieste. Ancora niente da fare per la ristorazione che però, ora, sembrerebbe poter riuscire a vedere una luce in fondo al tunnel: il Consiglio federale infatti il 12 marzo deciderà se anticipare le aperture del settore al 22 marzo. I colleghi di Teleticino hanno raggiunto Raffaele De Rosa, direttore del Dss, che ha commentato le decisioni a margine della conferenza stampa da Berna.

Il Consiglio di Stato è stato ascoltato?
“Il Consiglio federale ha raccolto diverse proposte formulate da diversi cantoni, come in particolare l’accelerazione delle tappe per le riaperture, l’innalzamento dell’età per le attività sportive per i giovani così come è stata accolta la richiesta dell’aumento del numero delle persone per le attività all’esterno”.

Si guarda verso le prossime tappe con maggiore fiducia?
“Bisogna garantire che la situazione epidemiologica rimanga come quella attuale, le varianti sono ben presenti anche nei Paesi limitrofi ed è estremamente importante continuare a comportarsi con cautela con le misure d’igiene che conosciamo proprio per garantire le tappe e avere la prospettiva del ritorno alla normalità. Rimane fondamentale quindi in questa fase scongiurare il rischio di un peggioramento e il rischio di terza ondata che nessuno vuole”.

Ha delle informazioni più precise sugli scenari futuri?
“Per garantire queste prospettive è importante evitare lo stop-go o l’effetto yo-yo. Questo avrebbe un effetto molto pesante, sia sulla salute mentale della popolazione sia sulla stessa economia. Le prossime tappe sono quelle abbozzate dal Consiglio federale, che guarda al futuro con un occhio di riguardo le attività all’interno, il telelavoro e soprattutto, il settore gastronomico”.

Come si fa a scongiurare il rischio con nuove aperture?
“È estremamente importante continuare ad adottare tutti gli insegnamenti che abbiamo imparato in questo anno di pandemia. Credo fortemente nel piano vaccinale e l’organizzazione del cantone funziona bene. La macchina è pronta anche a vaccinare di più ma il problema di fondo sono gli approvvigionamenti da parte della Confederazione”.

Orizzonte 12 marzo: non c’è stata molta coesione tra i cantoni. Come sarà in futuro?
“È possibile che ci siano queste divergenze, penso che i cantoni abbiano dimostrato una certa compattezza grazie anche alla sintesi delle varie conferenze cantonali. Sarà importante riuscire a trovare un percorso il più possibile condiviso”.

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