
Dopo aver fatto parlare di sè in buona parte d'Europa, il bollino di Claro si appresta ad andare in pensione.
L'adesivo, che indica la percentuale di personale residente alle dipendenze dell'azienda che lo richiede, era stato voluto a inizio 2015 dal sindaco Roberto Keller per favorire coloro che impiegano manodopera residente in Ticino.
Si trattava di una misura volta a favorire l'occupazione locale e non a penalizzare i frontalieri, ma nella vicina Italia il bollino di Claro aveva dato adito ad un vero e proprio polverone politico, con tanto di accuse di nazismo a Keller da parte di un noto giornalista Rai, Franco Di Mare.
Grazie anche alle spiegazioni dello stesso Keller, le acque si erano in seguito calmate e il bollino ha potuto continuare a svolgere il suo lavoro. E a svolgerlo bene, tanto che nel luglio scorso il quotidiano romando Le Temps lo ha definito "un successo politico".
Ma ora sta per concretizzarsi l'aggregazione della Nuova Bellinzona e quindi il Comune di Claro non avrà più la possibilità di stampare autonomamente i propri adesivi.
Che ne sarà quindi del bollino di Claro?
"Bella domanda, siete i primi a farmela" esordisce il sindaco Keller, da noi contattato stamattina. "Evidentemente sarà il nuovo Municipio e non sicuramente quello di Claro che dovrà decidere se proporre un'iniziativa simile anche nella Nuova Bellinzona."
L'esperienza del bollino di Claro quindi si concluderà in aprile, ma il sindaco non lo afferma con tristezza, bensì con soddisfazione.
"Sicuramente abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, che era quello di sensibilizzare l'autorità e la popolazione su un problema che esisteva e che esiste tuttora" afferma Keller. "Noi abbiamo lanciato l'allarme e questo allarme è stato recepito correttamente, a parte alcune reazioni di pancia da parte italiana. Ma anche nella vicina Penisola, una volta sentite le nostre spiegazioni, hanno capito che non si trattava affatto di una misura anti-italiana e, al contrario, in molti hanno elogiato la nostra iniziativa."
"Un'iniziativa che non ha mai avuto come obiettivo l'allontanamento dei frontalieri, ma la sensibilizzazione sul giusto equilibrio nel mercato del lavoro" ribadisce Keller.
Staremo quindi a vedere se anche il Municipio della Nuova Bellinzona vorrà proporre un'iniziativa nella medesima direzione. Quel che è certo è che Keller, se dovesse essere candidato per il Consiglio comunale ed eletto, continuerà a impegnarsi sul tema, che gli sta particolarmente a cuore.
"Io ho sempre trovato scorretto chi dice che nel nostro Cantone c'è una sana concorrenza che fa bene ai giovani" conclude Keller. "Questa non è una sana concorrenza."
AS
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