
Oggi è la giornata della donna, ma è anche tempo di votazioni. Il popolo è chiamato alle urne questo fine settimana su due temi (in altri cantoni, ci si esprimerà anche su questioni cantonali, per esempio sull'orario del negozi a Soletta).
Il primo è un'iniziativa popolare promossa dal PPD dal titolo "Sostenere le famiglie! Esentare dalle imposte gli assegni per i figli e gli assegni di formazione", in cui si chiede che "alle famiglie con figli siano accordati sgravi fiscali supplementari. Gli assegni per i figli e gli assegni di formazione andrebbero esentati dalle imposte sul reddito".
Il secondo riguarda un'altra iniziativa, chiamata "Imposta sull’energia invece dell’IVA", e vuole "l’introduzione di un’imposta sull’energia non rinnovabile. Il rincaro del consumo di energia sarebbe compensato mediante la soppressione dell’imposta sul valore aggiunto".
Il Consiglio Federale e il Parlamento consigliano di votare due volte no. I politici ticinesi dei partiti di governo, oltre alla loro opinione personale e a quella del proprio partito, hanno un pronostico sugli esiti? E quale dei due temi sta loro a cuore in modo particolare e perchè?
Fabio Badasci, candidato per la Lega dei Ticinesi, mette l'accento sull'iniziativa riguardo l'energia. "Vivo in una zona periferica per cui mi tocca parecchio. Chi come me vive al piano e deve recarsi al lavoro può capire che cosa significherebbe un costo maggiore della benzina: dicono 5 franchi, potrebbe essere anche di meno, ma sempre un aumento. Voterò no." Importante però anche il tema degli aiuti alle famiglie. "Alle urne dirò sì, non sta in piedi ricevere un assegno e pagare."
A suo avviso, l'iniziativa PPD passerà, mentre l'altra si augura di no, "ma non credo." Per Badasci, dunque, un sì e un no.
Ivo Durisch del PS mette l'accento sull'iniziativa che riguarda le famiglie. "L'impostazione è sbagliata. Servono aiuti mirati alle famiglie bisognose, non "annaffiatoi. Voterò no." Anche sull'altro oggetto in votazione, ha le idee chiare. "L'iniziativa sull'imposta dell'energia è impraticabile in questo modo. La Svizzera ha già l'IVA più bassa d'Europa e delle condizioni fiscali fra le più favorevoli, nom è praticabile per le relazioni commerciali perchè si rischierebbe di attrarre aziende che sfrutterebbero il margine fiscale. Siamo un paese di transito, senza IVA saremmo ancor più attrattivi per chi fa passare le merci attraverso la Svizzera per tassarle. Il mio è un no".
Durisch si dice praticamente sicuro che i suoi pareri saranno anche quelli espressi dal voto popolare. "Non passerà nessuna delle due, semmai qualche chance può averla quella sulla defiscalizzazione, l'altra certamente no essendo impraticabile."
Concorda con le sue previsioni il candidato PPD Fabio Regazzi. "Temo che i risultati saranno due no." Ovviamente, il tema che gli è più caro è quello dell'iniziativa proposta dal suo partito. "Lo stato dà degli assegni famigliari per mantenere i figli e poi li tassa, mi sembra iniquo. Non ha senso fornire un contributo e tassarlo, siamo di fronte ad una contraddizione di fondo. Certo, un sì farebbe perdere soldi a Confederazione, Cantoni e Comuni, però questa ingiustizia va corretta. Non ho figli per cui non sto difendendo nessun mio diritto, semplicemente è una questione di principio." A chi ribatte che si avvantaggerebbero le famiglie ricche, ripete come per lui sia una questione di principio, e "chi è toccato è soprattutto il ceto medio." Il PPD, a suo avviso, "si è tirato contro tutti. L'esito sarà equilibrato, ma ho l'impressione che sarà difficile che l'iniziativa passi." In quel caso, il partito ha già pronta una contromossa? "Non abbiamo pensato a nulla, non fasciamoci la testa prima di romperla: dopo i risultati valuteremo. Come partito popolare democratico, abbiamo una seconda proposta sulla penalizzazione delle coppie sposate (quella definita, con un termine difficilmente traducibile, la Heiratstrafe), sempre sul tema dell'aiuto alle famiglie."
Regazzi non ha dubbi invece sull'esito dell'altra iniziativa, quella sull'IVA. "È una follia e credo sarà spazzata via senza discussioni con percentuali non dico bulgare ma quasi. Se passasse sarebbe un disastro per le famiglie, per l'economia e per tutti, si tratta di un'idea senza né capo né coda, daremo un segnale che non siamo disponibili ad accettare proposte così avventate."
Per il PLR, Natalia Ferrara-Micocci ha fatto suo il no all'iniziativa del PPD sugli sgravi fiscali per le famiglie. "Il 31 gennaio all'Associazione dei delegati del mio partito ho presentato il tema, perché ci tengo che il messaggio passi. E 211 delegati hanno respinto l'iniziativa. Purtroppo non è a favore delle famiglie. Il partito liberale radicale solitamente sostiene gli sgravi ma non in questo caso. Serve una politica concreta, esentare gli assegni non è il metodo corretto, poiché agevola gli alti redditi e non chi ha più bisogno, dando altresì un mïlione in meno di entrate che poi vanno a colpire tutte le famiglie indistintamente, o con tagli di servizi o con più imposte." Il suo è un no deciso, dunque. "Teniamo alla famiglia, però questa proposta è una bella vetrina dietro cui non c'è nulla. Non togliendo dei soldi a qualche persona che si dà una mano alle altre che sono in difficoltà. Nel mio comune, seppur piccolo (Stabio, ndr) ho portato avanti delle sinergie per esempio per i dopo scuola, per le mense, per i centri giovani. Servono soluzioni adeguate alla domanda."
La votazione cade proprio nel giorno della donna, ed è alle donne che Ferrara-Micocci rivolge un invito. "Mi auguro che soprattutto loro abbiano capito che non si aiutano le famiglie dando qualche franco in più ma mettendole in condizione di poter lavorare."
La candidata liberale boccia anche l'iniziativa per convertire l'IVA in tassa sull'energia. "Siamo contrari sia io personalmente che il partito, perchè un conto è avere considerazione per l'ambiente, il territorio e l'energia, un altro tassare con costi che sono superiori ai benefici. Il costo del carburante diverrebbe troppo alto, ci vuole una politica di più ampio respiro."
A suo avviso, passeranno due no. "Sono due iniziative interessanti che però perseguono gli scopi in modo errato. Trattano di politica fiscale quando ci vorrebbero proposte concrete."
Insomma, per i politici ticinesi nessuna delle due iniziative è destinata a essere approvata dal popolo, con qualche timida speranza per quella del PPD. Ai posteri, ovvero alle urne, l'ardua sentenza.
PB
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