
Mentre prosegue la marcia per le vie di Bellinzona dei lavoratori edili (vedi articolo correlato), i sindacati UNIA e OCST comunicano che durante l'assemblea generale di stamattina è stata adottata una risoluzione.
I lavoratori edili, spiegano i due sindacati, hanno preso atto che "l’atteggiamento tenuto dalla SSIC-CH, che si nega con futili pretesti alle trattative per il rinnovo Contratto nazionale mantello dell’edilizia principale è irresponsabile e provocatorio; che dal 1. gennaio 2016 l’intero settore edile entrerà in una situazione di vuoto contrattuale; che il vuoto contrattuale non rappresenta una soluzione, ma parimenti un rinnovo a costo zero in un periodo di produttività e di degrado sui cantieri è da considerare un atto di forza imprenditoriale intollerabile ed incomprensibile; che la strategia padronale di rimandare la discussione a momenti in cui la produttività del settore non godrà delle medesime condizioni di favore, andrà unicamente a vantaggio degli speculatori e a detrimento dei lavoratori, delle stesse imprese e dell’intero settore edile; che il prepensionamento edile è la più grande conquista sociale e sindacale degli ultimi decenni: rimettere in discussione il modello adottato dal 2003 proponendo imponenti tagli delle rendite o l’innalzamento dell’età di prepensionamento è semplicemente inaccettabile."
Hanno quindi deciso di adottare la seguente risoluzione:
"Si pretende l’avvio immediato delle trattative in tempi rapidi sulla base di presupposti costruttivi e non di diktat padronali; si esige dal nuovo contratto un rafforzamento della protezione della salute e dei diritti dei lavoratori così come l’introduzione di misure contro il dumping salariale; si richiede con forza una soluzione sul finanziamento del prepensionamento che non sia costruita su tagli alle rendite o innalzamento dell’età di diritto;· si stigmatizza il comportamento di alcuni impresari costruttori ticinesi che, con sistemi deplorevoli ma con modesto successo, hanno tentato di impedire ai lavoratori di manifestare per la propria dignità, per il contratto dell’edilizia e per il futuro del settore edile."
L’assemblea conferisce pertanto un chiaro mandato alle organizzazioni sindacali OCST e UNIA affinché sia tutelata la dignità dei lavoratori, siano messe in campo tutte le iniziative necessarie volte a rafforzare i disposti contrattuali, continuando nel contempo a denunciare puntualmente tutti gli ulteriori abusi sui cantieri.
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