
Questa mattina gli ospiti del centro per richiedenti asilo di Camorino hanno cominciato uno sciopero della fame, barricandosi peraltro nel bunker dove sono alloggiati. In un comunicato, i rifugiati lamentano il comportamento del Cantone e della Croce Rossa, che imporrebbero loro di "lasciare il campo contro la loro volontà alle 6:00 del mattino e tornare alle 21:00".
"I rifugiati hanno deciso di respingere questo ordine di Cantone perché sappiamo che ci stanno spingendo verso il muro in modo che siamo costretti a fare qualcosa fuori dagli schemi aprendo la strada alla Croce rossa e al cantone di deportarci dal paese - spiegano i portavoce dello sciopero in un comunicato inviato in redazione - Questo non è altro che una semplice politica sporca che viene giocata con rifugiati civili e minacciati che stanno affrontando una persecuzione a casa. (...) Trovano sempre un nuovo modo di molestare tutti qui creando ostacoli e leggi e problemi spiacevoli. Ci hanno minacciato di chiamare la polizia. Ci minacciano e non ci lasciano uscire, non ci trasferiscono mai agli appartements. se le molestie sono un crimine, allora perché è consentito ai rifugiati in Svizzera?"
"Non faremo nulla di immotivato per danneggiare noi stessi o gli altri in modo che la Croce Rossa trovi una ragione per essere più dura. Abbiamo deciso di resistere a questa ingiustizia. Non usciremo dal campo seguendo questo orario forzato e imposto, anche se chiamano la polizia. Non stiamo facendo nulla di illegale. Ci siederemo in sciopero della fame, ci rifiuteremo di mangiare e protesteremo contro questa illogica imposizione di leggi insensate sui rifugi e seguiremo tutte le procedure pacifiche per evitarlo".
L'iniziativa dei rifugiati ha colto di sorpresa il DSS: fonti interne al Dipartimento spiegano infatti che la misura era stata presa proprio per aiutarli, specie in questi giorni di canicola. "Lo scorso anno gli ospiti del centro lamentavano l'estremo caldo - spiega un dipendente - Proprio per questo motivo è stato deciso di trovare un modo per rinfrescare i locali del bunker. L'unico modo per farlo è però quello di farli uscire alle 9, e non alle 6 come invece erroneamente denunciato".
Peraltro sarebbe stata trovata un'altra struttura per non lasciare in strada gli ospiti del centro: "La Croce Rossa ha comprato degli spazi dove saranno presenti 7 giorni su 7 e dove i rifugiati potranno mangiare e partecipare a diverse attività volte alla loro integrazione. Spazi nei quali possono rimanere anche una volta che il bunker riapre. Lo scorso anno si lamentavano del caldo, ora che si trova una soluzione ci si lamenta comunque: questo approccio così ostile è dannoso, in primis a loro stessi".
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