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Ticino
Sciopero benzinai: sarà caos in Ticino?
Redazione
14 anni fa
Inizia stasera la protesta dei benzinai italiani. Sofi (Centonze): "Più dura lo sciopero, più aumenta il nostro fatturato"

Domani e dopodomani saranno due giorni da affari d'oro per i benzinai ticinesi? È lecito pensarlo. Da stasera alle 19, infatti, inizia un nuovo sciopero dei loro colleghi italiani, i quali si lamentano di margini di guadagno sempre inferiori che li stanno portando allo stremo. Sul banco degli accusati l’industria petrolifera, “che continua a negare anche il più elementare rispetto delle norme che regolano il settore”, e lo Stato, che con le sue accise sempre più esose “spinge a un calo dei consumi di carburante da parte degli italiani.” Se poi si aggiunge, per i benzinai delle provincie confinanti con la Svizzera, il turismo del pieno, il drammatico quadretto è completo.Le pompe di benzina di tutta Italia saranno chiuse fino alle 7 di venerdì 14 dicembre. Due giorni abbondanti durante i quali sono gli italiani stessi a predire l’ormai consueto esodo verso il Ticino, almeno per chi, come i lombardi, vi vive non troppo lontano.Come si stanno preparando i benzinai ticinesi? Hanno aumentato le scorte? “No, di scorte ne abbiamo a disposizione anche per uno sciopero di mesi” spiega Marco Sofi, direttore della Emanuele Centonze SA, “o anche per un raddoppio del fabbisogno abituale.” Sofi prevede comunque un aumento delle vendite, che sarà lieve se lo sciopero non si protrarrà troppo a lungo, ma maggiore se invece l’agitazione dovesse durare. “L’informazione gira da giorni sui telegiornali italiani, per cui la gente fa il pieno prima dell’inizio dello sciopero” afferma. “Certo che se lo sciopero si prolungasse si assisterebbe alle consuete colonne serali verso la Svizzera. Come avvenne 4-5 anni fa, quando l’agitazione dei benzinai italiani durò una settimana. Quella volta sì che assistemmo a lunghe code a tutte le nostre pompe di benzina.”Stavolta la durata prevista è inferiore, anche se lo stesso Sofi ammette che in Italia può variare facilmente da un momento all’altro. “A volte poi lo revocano ancora prima di iniziare” asserisce Sofi. “Stiamo a vedere.”In Italia saranno comunque garantiti i servizi minimi, che prevedono l’apertura di almeno il 50% delle stazioni di servizio che normalmente aprono durante i giorni festivi, nonché di almeno un esercizio ogni cento chilometri sull’autostrada. Ma per il periodo tra Natale e Capodanno, quando gli scioperi sono vietati per legge, i gestori hanno già programmato un’altra forma di protesta: il rifiuto del pagamento con moneta elettronica (carte di credito e bancomat). Monti o non Monti.

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