
È tutto il giorno che i viaggiatori, o meglio, le persone che volevano spostarsi in aereo dall’Italia, riscontrano problemi a causa di scioperi negli aeroporti. I sindacati di categoria Filt Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta hanno infatti rivendicato il rinnovo del contratto di settore, scaduto da ormai sei anni. Una situazione che ha messo in difficoltà anche i viaggiatori ticinesi che sono stati sorpresi dalla cancellazione di circa 1'000 voli sull’intero territorio italiano. Tra questi, vi era anche Gianni Righinetti, vicedirettore di Corriere del Ticino.
La testimonianza
“A ventiquattr’ore dalla partenza non avevo ancora ricevuto le carte d’imbarco. Mi sono informato online. Infine, mi è arrivato un messaggio in cui mi informavano che il mio volo era stato annullato e mi proponevano delle alternative”. Questa la testimonianza di Righinetti, direttamente dalla stazione di Brindisi, in Puglia. “Mi hanno proposto un volo per lunedì, ma non mi conveniva. Ho quindi optato per il ‘fai da te’ e mi sono comprato il biglietto del treno e ho richiesto un rimborso alla compagnia aerea”.
I diritti dei viaggiatori
Ma quali sono i diritti dei passeggeri in caso di scioperi e ritardi di voli? A queste domande ci ha risposto Massimo Gonnella, portavoce del TCS.
Se il mio volo è stato cancellato, ho diritto al rimborso?
“Sì, esiste un regolamento europeo che garantisce per tutti i voli in partenza o in arrivo nell’Unione europea – tra cui anche la Svizzera – dei rimborsi e delle agevolazioni ai passeggeri. In caso di cancellazione viene proposto il rimborso del volo o la prenotazione su un volo alternativo. Inoltre, i passeggeri hanno diritto a bevande e pasti se il ritardo si prolunga, eventualmente anche l’alloggio se il volo non dovesse partire entro sera”.
Se rifiuto il volo alternativo che mi propone la compagnia, ho diritto al rimborso?
“Sì. Ci sono sempre due possibilità: la prima è quella di accettare la proposta della compagnia aerea e si parte al nuovo orario (il giorno stesso o nei giorni successivi), la seconda prevede invece l’annullamento ed il rimborso del biglietto originale”.
In caso di spese extra, mi posso rivolgere alla compagnia?
“Certo, bisogna sempre rivolgersi alla compagnia per capire quali sono le condizioni e cosa viene messo in atto da questa per agevolare il passeggero a viaggiare nella migliore delle condizioni possibili. Qualora non fosse possibile, e il viaggiatore deve trovare vie alternative, quest’ultimo deve conservare tutte le spese e chiedere risarcimento alla compagnia aerea. Ma attenzione, i rimborsi vengono garantiti solo quando la causa della cancellazione o del ritardo è dovuta a un motivo provocato dalla linea aerea stessa. Se invece è dovuta a casi di forza maggiore – tra cui anche lo sciopero – rimborsi extra, oltre al cambiamento di volo o il costo del biglietto, non sono previsti”.
Se il mio volo è in ritardo, posso chiedere un risarcimento?
“Dipende dalla causa. Se è per forza maggiore, tra cui sciopero o condizioni meteorologiche avverse, il diritto decade. Se invece è dovuta dalla compagnia aerea – ad esempio se non vi è sufficiente personale di bordo per assicurare il volo – oltre al rimborso del biglietto o il nuovo volo, il passeggero può richiedere un risarcimento. Questo può variare dai 250 ai 600 euro, a seconda della distanza del volo previsto”.
Più in generale che consiglio dare a chi subisce degli imprevisti viaggiando in aereo?
“Innanzitutto, è fondamentale contattare la compagnia aerea in agenzia o in aeroporto. Si possono così valutare con gli addetti le opportunità e verificare che il volo in questione è ritardato o annullato. Capita che le compagnie – in caso di scioperi – riescano a fare decollare alcuni dei voli previsti. Solitamente favoriscono i volti intercontinentali perché sono quelli con maggiori spese di rimborso per la compagnia. Una volta in aeroporto si può richiedere un formulario in cui figura il numero del volo, il nome del viaggiatore e in cui viene confermato che il volo è stato annullato, rimandato o ritardato. Così si ha una prova scritta di quanto avvenuto”.
Adesione del 100%
Quasi mille voli cancellati, vacanze ritardate per molti, ma nessuna fila chilometrica ai check in: è il bilancio del sabato nero negli aeroporti italiani, dove allo sciopero del personale di terra, che ha registrato un'adesione fino al 100%, si è aggiunto anche quello dei piloti di Malta Air e di Vueling. Uno stop, però, ampiamente annunciato che ha consentito alla maggior parte dei passeggeri quantomeno di alleviare il disagio, restando a casa invece di andare in aeroporto ad aspettare il primo volo utile.
Le affermazioni di Salvini
La protesta non è comunque piaciuta al vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, Matteo Salvini: "Non accetto che alcuni sindacati blocchino l'Italia causando disagi e danni a milioni di lavoratori italiani e turisti stranieri", ha detto il ministro, dicendosi "pronto a intervenire" come per le ferrovie, se il buonsenso non fosse prevalso. Sul piede di guerra i consumatori del Codacons, che hanno annunciato un esposto alle Procure ed alla Corte dei Conti. L'ipotesi è interruzione di servizio pubblico e danni per centinaia di milioni ai 250mila viaggiatori rimasti a terra.
Quasi 1'000 arei non sono partiti
L'agitazione dell'handling aeroportuale, iniziata alle 10 e terminata alle 18, ha portato a cancellazioni in tutti gli scali della vicina Penisola. Tra gli aeroporti maggiori, quello di Roma-Fiumicino, dove i voli annullati preventivamente dalle compagnie aeree sono stati circa 200 tra arrivi e partenze nazionali e internazionali. A Milano 150, a Napoli 118 e a Venezia 101. A fine giornata il conto complessivo in Italia oscilla tra gli 800 e i 1'000 arei non partiti. Ita Airways, che aveva cancellato 133 tratte, già da giorni aveva pronto un piano per riproteggere in giornata il 40% dei passeggeri coinvolti.
Il contratto
Il personale di terra, compreso quello ai check in, ha scioperato per chiedere il rinnovo del contratto, "che attende di essere rinnovato da sette anni e che lascia gli oltre 11mila lavoratori dell'handling con stipendi assolutamente inadeguati alla situazione economica", spiegano i sindacalisti di Uiltrasporti. I lavoratori chiedono inoltre più giornate di ferie, un'adeguata polizza sanitaria, l'attuazione della previdenza complementare e un compenso forfettario per gli anni passati ad aspettare il nuovo contratto. Inoltre, aggiunge la Uiltrasporti, c'è il problema degli "accordi contrattuali stipulati da Ryanair con sigle sindacali non maggiormente rappresentative e che risultano essere assolutamente inadeguati e poco rispettosi della professionalità del personale navigante".
"Contratti fermi da sei anni", Salvini pensa all'intesa
Il ministro Salvini, che la prossima settimana ha convocato un tavolo tra aziende e lavoratori aeroportuali, è convinto che un accordo sia alla portata. "Ci sono contratti fermi da sei anni, conto che il problema si risolva in poche settimane", ha detto, garantendo che "vigilerà" sulla ricerca di un'intesa. Il diritto di sciopero "è garantito", ha poi ribadito, ma "non pensino alcuni sindacati di danneggiare l'Italia e milioni di lavoratori".
La risposta dei sindacati
Chiamati in causa, i sindacati non ci stanno a passare per i guasta-vacanze: "Lo sciopero nell'handling aeroportuale come quello di giovedì scorso nel trasporto ferroviario non sono indetti da alcuni sindacati ma unitariamente da tutte le sigle rappresentative dei trasporti. Il ministro dimostri rispetto e smetta di farsi beffa di chi sciopera per chiedere salari dignitosi", ha sottolineato la Federazione Italiana Lavoratori Trasporti Cgil. "Se il ministro frequentasse di più i supermercati - ha tuonato la Cgil - capirebbe il perché della protesta dei lavoratori che devono affrontare un aumento dei prezzi esponenziale. La responsabilità va chiesta alle imprese che registrano introiti crescenti e ad oggi rifiutano di riconoscere ai lavoratori dell'handling aeroportuale un equo rinnovo di un contratto, scaduto da sei anni".

