
È iniziato ieri sera a Como quello che La Provincia definisce "una sorta di sciopero della fame" dei migranti.
Ben 300 di loro si sono infatti rifiutati di recarsi alla mensa della Caritas dove avrebbe dovuto essere loro servita la cena. I volontari, vedendo arrivare solo un centinaio di migranti anziché i consueti 400, hanno subito capito che qualcosa non andava.
E dietro a quel qualcosa, secondo La Provincia, vi sarebbero dei giovani attivisti "no border" provenienti dai centri sociali di Zurigo, giunti sabato a Como con tre furgoni.
Essi hanno passato il fine settimana con i migranti, invitandoli a far sentire la loro voce.
"C’è chi ha deciso di mettere zizzania e di soffiare sul fuoco" afferma il direttore della Caritas Roberto Bernasconi, arrabbiato per l'opera compiuta dagli attivisti zurighesi. "Sta passando un’idea sbagliata e pericolosa di quanto avverrà con l’apertura del centro migranti. Purtroppo c’è gente che sta usando questi ragazzi, li illude che comportandosi così si risolvono i problemi, in verità si fa loro solo del male."
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