
L'inchiesta per riciclaggio di denaro aperta nelle scorse settimane nei confronti della Consulgroup sembra porre la parola fine all'attività della società. Nel corso di un assemblea generale, avvenuta la settimana scorsa, la società anonima di Rancate, fondata nel 1972, ha infatti deciso di sciogliere l'attività e si trova ora in stato di liquidazione. Un professionista è stato incaricato di compiere le pratiche necessarie per la chiusura. Lo riferisce il Corriere del Ticino.
Nell'inchiesta, ricordiamo, avviata all'inizio di ottobre, sono rimasti invischiati i due titolari, due clienti della società, nonché un bancario del Luganese e un fiduciario del Mendrisiotto.
Ai due ex titolari vengono in particolare contestati i reati di riciclaggio aggravato di denaro, falsità in documenti ed esercizio abusivo della professione di fiduciario.
Nelle prossime ore dovrebbero essere attenuate le misure cautelari adottatte nei confronti delle 4 persone per le quali era stata disposta la detenzione preventiva: uno degli ex titolari della Consulgroup, due clienti ed il bancario del Luganese.
L'ultimo a finire nel registro degli indagati è stato il fiduciario del Mendrisiotto, che deve rendere conto della consulenza fornita alla coppia di clienti della società, un uomo e una donna italiani residenti nel distretto. L'uomo avrebbe fornito loro in passato le società necessarie per avviare un'attività nell'ambito del commercio di farmaci. Attività svolta in modo parzialmente illegale, acquistando medicamenti rubati per poi ripulire il denaro in Ticino, che avrebbe fruttato un provento di 4 milioni di franchi. Soldi che sarebbero poi stati riciclati tramite un conto aperto in una banca di Lugano, con la complicità del dipendente dell'istituto di credito arrestato.
Spetterà ora all'inchiesta, coordinata dal procuratore pubblico Andrea Maria Balerna, stabilire le esatte responsabilità degli indagati.
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