
La notizia che l'Ente regionale di sviluppo del Luganese ha approvato una serie di risoluzioni che limitano notevolmente il peso politico dell'istituzione sovracomunale non è andata giù a tutti. In particolare sul fatto che dall'anno prossimo l'ERSL potrà sì occuparsi ancora di politica economica regionale e di rappresentare i comuni davanti al Cantone, ma dovrà rinunciare alla gestione e al coordinamento di progetti d'interesse per l'agglomerato. Una decisione scaturita durante l'assemblea del comitato esecutivo, tenutosi mercoledì, nel quale il presidente Giovanni Bruschetti ha motivato il passo indietro per la mancanza di consenso su proposte da parte dell'assemblea. Una mossa da lui ritenuta logica visto che probabilmente i tempi "non erano maturi".
Ma, come detto, questo decisione ha lasciato perplesso in primis Giorgio Giudici, che lui l'ente l'ha visto nascere: "La valenza di questo ente non è stata capita" ha dichiarato al Corriere del Ticino. "Andava mantenuto e sostenuto per una visione di sviluppo del Luganese. Chiamarsi fuori dimostra una grande miopia e crea un rischio d'isolamento del Luganese, che continua a perdere velocità. È gravissimo". Secondo Giudici, che non risparmia qualche frecciatina all'indirizzo del Municipio attuale, il problema non sono le finanze, che sono "una foglia di fico usata per coprire l'incapacità di coprire progetti". Che si diano una mossa, è il monito lanciato dall'ex sindaco.
Marco Borradori rimanda le critiche al mittente, dicendosi contrario a sciogliere completamente l'ERSL. Secondo il sindaco di Lugano i comuni del distretto non sono ancora pronti per unirsi in un unico fronte. "L'idea principale era buona, ma operativamente non è facile mettersi d'accordo su progetti di grande respiro e non si è riusciti a trovare un denominatore comune" ha affermato al giornale. Il tempo della "grandeur" è finito, ha continuato riferendosi a Lugano. "Mi sembra un pochino azzardato parlare d'incapacità progettuale: con tante risorse è facile averla...Più difficile invece è fissare delle priorità e avere l'umiltà per non debordare". Secondo il sindaco il Luganese sta andando bene, nonostante i problemi.
A valere sulla decisione di ridurre le competenze dell'Ente sono stati soprattutto i voti di Lugano, Agno, Bioggio, Manno, Capriasca, Porza e altri comuni del Malcantone. Sull'altro fronte i comuni di Collina d'Oro, Monteceneri, Paradiso, Mezzovico, Canobbio, Melide, Caslano, Muzzano, Massagno, Sorengo e Savosa.
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