
È degli ultimi mesi il fenomeno, ormai su scala mondiale, dell’aumento improvviso e importante dei prezzi di diverse materie prime. Non solo il cobalto, il nickel, ma anche il rame, il legno e il ferro. Aumentando così di conseguenza anche il prezzo dell’acciaio e di altri materiali.
I colleghi di Teleticino ne hanno parlato con Giorgio Bulzoni e Alessandro Lavagno della Spaeter Ticino. “È una fluttuazione importante ed è assolutamente anomala”, ha spiegato Lavagno. “Questo prezzo in continuo aumento ci rende difficile il lavoro”, ha invece detto Bulzoni. Un aumento anomalo i cui fattori scatenanti della penuria di materie prime e il conseguente aumento dei prezzi sono diversi e complessi. Volendo inquadrarne alcuni però si può rintracciare nello stop imposto dalla pandemia e nella difficoltà di trasportare merci in questo regime una motivazione sufficiente per l’impossibilità, ad oggi, di soddisfare la richiesta di materie prime dettata da un’importante ripresa. Ma la madre delle cause sembrerebbe risiedere oltre oceano, soprattutto nelle mutazioni di dazi doganali.
Però, le conseguenze legate all’aumento vertiginoso dei prezzi rischiano di ricadere sulle imprese e aziende acquirenti già messe in difficoltà economica della pandemia. “Si tratta di un aumento generalizzato, le ripercussioni in chiave economica sarà evidente”, ha spiegato Lavagno. La certezza sull’oggi invece, per chi come loro deve soddisfare le richieste degli acquirenti, è un ritardo importante.
Servizio di Teleticino
L’intervista a Marco Passalia
La situazione è legata a un periodo storico straordinario. È quanto ha spiegato a grandi linee in diretta a Ticinonews su Teleticino Marco Passalia, segretario generale Lugano Commodity Trading Association. “È interessante notare che è un fenomeno che tocca tutte le materie prime”, ha commentato. “Ci troviamo di fronte a una situazione in cui c’è un evidente squilibrio tra domanda e offerta”, ha aggiunto.
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