
Ha dato delle sberle a sua figlia ma senza intenzione di farle del male: un 39enne residente in Riviera è stato prosciolto ieri in Appello dalle accuse di lesioni semplici e coazione nei confronti della figlia, all'epoca dei fatti 14enne.
Il padre era già stato assolto nell'aprile scorso in Pretura penale, ma la sentenza non aveva convinto la pubblica accusa, rappresentata dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli, che aveva ricorso in appello.
Ma la giudice Giovanna Roggero Will, che ha presieduto la Corte di appello, ha confermato ieri il proscioglimento dell'uomo.
L'uomo, difeso dall'avvocato Felice Dafond, aveva dato una sberla a sua figlia, dopo averla sorpresa mentre baciava un ragazzo. Lei aveva perso l'equilibrio, era caduta ed aveva sbattuto contro un'automobile, rompendosi un dente.
Il padre si è difeso dicendo di avere avuto uno scatto, essendo la prima volta che vedeva sua figlia baciare qualcuno. E la giudice ha riconosciuto l'assenza di volontà di fare del male alla figlia, la quale attraversava un periodo di ribellione difficile da gestire per il padre, definito in aula un umile ed onesto lavoratore.
"Secondo l’accusa - ha spiegato la presidente della Corte di Appello - questo è un caso di dolo eventuale. Seguire la tesi dell’accusa significa ammettere che, in quei brevi attimi, l'imputato, pur non avendo agito con quell’intento, era consapevole che, schiaffeggiandola, la figlia correva un altissimo rischio di cadere, andare a sbattere contro una vettura, picchiare la faccia e, così, rompersi un dente (o procurarsi una lesione d’analoga gravità). E che, nonostante questa consapevolezza, ha agito, accettando - e, quindi, in qualche modo, volendo - che la figlia si rompesse un dente."
Ma così non è stato, ha aggiunto Roggero Will. "Si potrebbe, secondo quanto stabilito in DTF 134 IV 26, ipotizzare una condanna per vie di fatto in concorso ideale con il reato di lesioni semplici per negligenza. Ma ad una condanna dell'imputato. per simili reati osta l’assenza di querela."
Per questo l'uomo è stato poi prosciolto.
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