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Ticino
"Scemata responsabilità" "No, premeditazione"
Redazione
14 anni fa
Il processo Diebold affronta le perizie psichiatriche. Ne esistono tre, tutte divergenti. Reazione emotiva o delitto premeditato?

Stamane il processo contro Hans-Peter Maier ha affrontato le perizie psichiatriche. Sì, perizie al plurale, perché ne esistono ben tre. Avrebbero potuto essere addirittura quattro, ma la difesa ha rinunciato a presentarne una propria. Un primo rapporto è stato eseguito dal dottor Carlo Calanchini, il quale ha riconosciuto all’imputato una scemata responsabilità. Calanchini ritiene che l’aggressione sia stata frutto di una reazione emotiva, anche se questo vale solo per i primi secondi. Nella seconda parte del delitto – compiuto con venti coltellate – questa scemata responsabilità non è più riconosciuta.Una perizia, quella del dottor Calanchini, che però non ha convinto del tutto il giudice Mauro Ermani, il quale ne ha chiesto una seconda a un esperto di Lucerna, che si esprimerà nel pomeriggio. Si sa comunque che il suo rapporto parla di scemata imputabilità di grado medio, ciò che permetterebbe di dimezzare la pena. Una terza perizia, esposta in aula stamane, è stata eseguita su richiesta della famiglia della vittima da parte del professor Ugo Fornari, che non riconosce la scemata responsabilità, anzi. Fornari parla di premeditazione, di un delitto pensato ed eseguito con la massima freddezza. Unico punto su cui le tre perizie convergono è quello del pieno possesso delle proprie capacità cognitive dell’imputato. Hans-Peter Maier, al momento di uccidere Matteo Diebold, era perfettamente capace di intendere e di volere.C’è stato anche un battibecco in aula tra il professor Fornari e l’avvocato dell’imputato, Carlo Steiger, il quale ha impugnato un libro dove il professore smentirebbe quanto affermato in aula. “Non dica il contrario di quanto ha scritto nel suo libro” ha tuonato Steiger. Per calmare le acque il giudice Ermani ha interrotto l’udienza per un quarto d’ora. Alle 14 si ritorna in aula.

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