
Sono già due le petizioni lanciate contro l'ipotesi di depositare gli inerti provenienti dallo scavo della seconda canna della galleria autostradale del San Gottardo alla Buzza di Biasca.
La prima, intitolata "La Buzza di Biasca e la Legiuna non devono diventare discarica cantonale e federale", è stata lanciata da un gruppo di cittadini del borgo, mentre la seconda è promossa dall'ex sindaco di Pollegio Romano Rossi.
Entrambe chiedono di trovare soluzioni alternative alla Buzza, che a detta dei firmatari ha già dato abbastanza accogliendo gli inerti di AlpTransit.
Ma, nonostante questa forte opposizione, l'Ufficio federale delle strade (USTRA) continua a puntare sull'opzione Biasca. Interpellato da CdT e GdP, il portavoce Eugenio Sapia fa sapere che "l'USTRA non ha particolari preferenze", ma che "per l'approvazione del progetto è necessaria una soluzione sostenibile dal punto di vista ambientale e fattibile da quello procedurale."
"Allo stato attuale delle cose, la Buzza di Biasca sembra essere la via con maggiori possibilità di riuscita" afferma ancora Sapia, confermando quindi che l'ipotesi resta in pole position.
A dire il vero era stata considerata anche l'ipotesi di scaricare gli inerti nel Lago di Lugano, tra Melano e Capolago, ma sembra essere passata in secondo piano a causa dei lunghi tempi di realizzazione. Sarà in ogni caso il Consiglio federale a decidere, entro la metà del 2017, con l'approvazione del Progetto generale del raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo.
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