
I due responsabili della Triskele AG, arrestati il 5 agosto a Chiasso per presunte irregolarità finanziarie, sono stati liberati con decisione odierna del Giudice dei provvedimenti coercitivi Claudia Solcà. Lo comunicano i legali dei due responsabili della società, avvocati Marco Frigerio e Sebastiano Pellegrini.
Il procuratore generale John Noseda, ricordiamo, aveva inoltrato reclamo presso la Corte dei reclami penali dopo che il giudice dei provvedimenti coercitivi Claudia Solcà non aveva convalidato l'arresto. Un reclamo poi accolto dal presidente della Corte Mauro Mini, in seguito al quale i due responsabili della Triskele AG, due cittadini italiani, sono rimasti dietro sbarre. Secondo quanto riportano oggi i due legali, la decisione è stata presa senza tenere l'udienza di contradditorio, dunque per mere ragioni formali. Dopo il dibattimento avvenuto ieri, nel quale il procuratore generale ha precisato ulteriormente le motivazioni dell'istanza, la Giudice ha confermato per motivi di fondo la propria decisione iniziale. Secondo Solcà non ci sono seri indizi di reato atti a giustificare la carcerazione, per cui i due cittadini italiani sono tornati in libertà. Noseda ha dichiarato che non presenterà un ulteriore reclamo nei confronti di tale decisione.
A tutela dell'immagine dei responsabili di Triskele AG, i due legali stigmatizzano la pubblicità data al caso, sottolineando che "la presunzione di innocenza dovrebbe valere per tutti".
"È per altro sorprendente" aggiungono i due avvocati, "e certamente frutto di una inconcepibile fuga di dati riservati agli organi giudiziari, che la notizia dell’accoglimento del reclamo del PG da parte della Corte dei reclami penali sia apparsa sulla stampa online prima che i difensori stessi ne fossero informati. Una inchiesta interna alla Magistratura atta ad appurare l’origine di tale “fuga di notizie” andrebbe aperta al riguardo".
Spetterà al'inchiesta, attualmente in corso, appurare eventuali responsabilità. Nel frattempo i due legali evidenziano che il termine "falsi fiduciari" utilizzato dalla stampa è improprio, dato che nel consiglio di amministrazione della Triskele AG vi è sempre stata una persona che disponeva della relativa patente. Inoltre, concludono gli avvocati difensori, "tutti i reati che si sono intesi imputare ai responsabili della società, che non è una bucalettera ma una struttura pienamente operativa, sono contestati".
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