
Piace, la prevista riforma dell'amministrazione cittadina a Lugano, che vedrebbe la riduzione dei dicasteri dagli attuali 15 a 7.
Malgrado qualche sfumatura, tutti i capogruppo dei partiti in Consiglio comunale, interpellati dal Corriere del Ticino, hanno espresso apprezzamenti per il progetto.
"Era ora!" ha per esempio dichiarato il capogruppo liberale radicale, Roberto Badaracco. "Un miglioramento dei dicasteri è un passo che auspicavamo anche noi" gli ha fatto eco l'omologo PPD Lorenzo Jelmini. Mentre Martino Rossi, per il PS, ha ricordato che il suo partito chiedeva una riforma simile già dal lontano 2004. L'unico a mostrarsi meno entusiasta è stato il leghista Attilio Bignasca, secondo cui "prima di fare grandi rivoluzioni bisognerebbe mettere a posto le cose all'interno del Municipio."
Tra i municipali, invece, gli scettici sono due: Giovanna Masoni Brenni e Lorenzo Quadri.
"È sbagliato separare educazione e cultura" ha spiegato la vicesindaca al Corriere del Ticino, ricordando che queste due aree erano state riunite due anni fa "perché hanno una grande affinità basata sulla logica formativa."
Allo stesso modo, secondo Giovanna Masoni, unire socialità e scuola significherebbe tornare indietro di 200 anni, ai tempi pre-Franscini, "in cui il sostegno sociale era affiancato all'educazione."
"La finalità della scuola è al contrario quella di affrancare le persone dal bisogno di prestazioni assistenziali..." ha aggiunto la vicesindaca su La Regione.
Tutti comunque sottolineano che si tratta ancora solamente di un progetto e che la strada per metterlo in atto è ancora lunga. "Non c'è ancora nulla di definitivo" ha spiegato il sindaco Marco Borradori, "si tratta solo di una prima entrata in materia."
L'obiettivo è in ogni caso quello di riuscire a ridurre i dicasteri già a partire dalla prossima legislatura. Ulteriori modifiche o accorgimenti saranno poi possibili anche in un secondo tempo.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

