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Ticino
Savoia: 'Ora noi Verdi potremmo cambiare nome'
Redazione
13 anni fa
Analizzando i risultati di Ginevra, il coordinatore dei Verdi parla del futuro del partito e dei suoi rapporti con Greta Gysin

Per i Verdi ginevrini quella di domenica è stata una vera e propria débâcle, con otto seggi persi in Gran Consiglio. Un risultato che non può non spingere alla riflessione anche le altre sezioni cantonali, Ticino compreso. Che l'ondata verde si stia esaurendo? Quale strategia adottare per risalire la china?

"Quando scopri che le cose non vanno, a livello di marketing, è già troppo tardi" ha commentato sulle pagine del Corriere del Ticino Sergio Savoia, coordinatore dei Verdi nel nostro Cantone. "Sono convinto che ci siamo mossi per tempo. Ma il processo è complesso, ci sono da superare freni ideologici e anche sentimentali, come l'attaccamento a un colore."

Un colore che dà anche il nome al partito. Ma non per forza in eterno. "L'assemblea ha dato mandato al gruppo di lavoro di riorientare la nostra strategia politica, senza porre condizioni vincolanti" ha spiegato Savoia. "Non abbiamo detto di cambiare il nome, ma neppure di mantenere assolutamente lo stesso. La riflessione andrà fatta a tutto campo. Proprio alla luce del voto di Ginevra ho scritto al gruppo di lavoro, del quale non faccio parte, esortandoli ad osare."

Savoia, per ora, non esprime la sua opinione su un eventuale cambio di nome. Ma fa capire di non avere nulla in contrario: "Se verrà ritenuto un problema, dovremo essere molto laici sulla cosa. Il problema è sul tavolo."

Se a livello nazionale i Verdi dovranno riorientare la propria strategia, anche a livello cantonale c'è chi suggerisce un'azione analoga. O meglio, c'è chi spera che a prendere le redini del partito sia la giovane granconsigliera Greta Gysin. Ma Savoia tranquillizza: tra di loro non vi è nessuna rivalità. "Io e Greta abbiamo avuto discussioni di dettaglio, direi quasi più di tono che di sostanza" ha spiegato Savoia. "C'è qualcuno che tifa affinché Greta diventi un punto di riferimento per un'area filosocialista. Ma non è così. Credo che le uniche differenze che ci sono tra noi sono nel modo di porsi: lei è forse un po' più politicamente corretta di me. Siamo buoni amici e lei è il futuro di questo partito, molto più di me."

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