
In Ticino è tempo di manifestazioni. Sabato è in programma quella indetta dal PS a favore dei lavoratori, con riferimento al caso della Exten, questa mattina in redazione è giunto un comunicato di Sergio Savoia per presentare "ManiFesta: sotto i colori del Ticino", evento che avrà luogo il 28, ma non di febbraio bensì di marzo.
Savoia spiega che si tratta di "manifestare per il rispetto, sempre e comunque, della volontà popolare, contro l’accordo “truffa” sull’imposizione dei frontalieri e la legge vergognosamente servile con cui il Consiglio Federale finge di voler applicare il 9 febbraio; per la sovranità di cantone e confederazione, ricordando che non fanno parte dell’Unione Europea; e ultimo ma non per ultimo, per salari dignitosi e in difesa del lavoro residente. È un invito a scendere in piazza per festeggiare e manifestare senza bandiere di partito e con i soli colori del Ticino.
La “ManiFesta: sotto i colori del Ticino” si terrà il 28 marzo a Bellinzona. Il palco sarà aperto "a cittadini di ogni fede politica che vorranno testimoniare la propria esperienza e la propria adesione all’idea di un paese democratico e sovrano nel bel mezzo dell’Europa della globalizzazione, della finanza e della troika". La manifestazione sarà anche una festa, con mangiata popolare, musica, allegria. Una manifestazione per ribadire, “sotto i colori del Ticino”, le cose che ci accomunano e l’amore per il nostro paese."
Che rapporto intercorre fra partiti, campagna elettorale, manifestazioni di piazza e i problemi attuali?
Lo abbiamo chiesto allo stesso coordinatore dei Verdi, che precisa subito come "non è assolutamente una risposta a quella del PS, poichè ho lanciato la mia idea tramite Facebook, per verificare l'interesse che potrebbe suscitare. Visti i riscontri positivi, ho proseguito con l'organizzazione. Come potete vedere, non ci sono indicazioni di partito. Ovviamente ne ho parlato con i Verdi, ma desidero che sia qualcosa di aperto, sotto l'egida dei colori del Ticino e non della bandiere di partito. Vorrei una manifestazione gioiosa, e raccoglierò aiuti dalla gente online. È un esperimento." I Verdi, anche invitando Zali al loro congresso, hanno dato segnali di apertura apartitica. "Noi abbiamo sempre agito così e lo faremo anche in futuro. D'altronde, se una manifestazione è partitica, diventa difficile per gente con altre idee parteciparvi."
Savoia, andrà alla manifestazione dei socialisti?
No, perchè ho un altro impegno. Si tratta di qualcosa di diverso rispetto alla mia, che riguarda temi più generali come l'Unione Europea, gli accordi con l'Italia e la volontà popolare, poi ovviamente anche il mercato del lavoro è importante, ma sono due iniziative con focus diversi. Non mi scandalizzerei affatto, anzi se qualche candidato dei Verdi partecipasse, noi non abbiamo un'organizzazione per cui si deve chiedere a me che cosa fare e che cosa no. Per me come coordinatore la questione è diversa rispetto ai candidati, però si parla di tempi importanti che toccano tutti. Se qualcuno dei nostri vuole andarci benissomo, la cosa fondamentali è esserci in merito ad alcune tematiche.
Come mai proliferano le manifestazioni in Ticino?
Bisognerà chiaramente vedere quanta gente parteciperà, però trovo positivo che ci sia chi ha voglia di farsi sentire, non solo per argomenti sindacali. Per quanto riguarda l'efficacia, allora la stessa domanda potremmo farcela sul lavoro di noi politici. Sul tema che vorrei toccare io, non si hanno grandi possibilità di agire, siamo bloccati. Il nostro è un Paese con molte possibilità di dire la propria, è vero, però ritengo che si debba partecipare alle votazioni ma anche scendere in piazza, il che non vuol dire esprimere sfiducia verso chi governa. Il voto è un aspetto individuale, la manifestazione di piazza uno collettivo, è in gioco l'aspetto di popolo, per questo è positivo.
Ma il fatto che nascano in questo periodo, non è segno di iniziative atte a fare campagna elettorale?
Per quanto mi riguarda, avevo già proposto incontri popolari più piccoli ed anche qualcosa sulle casse malati, e non si era in periodo elettorale. Poi per il prossimo anno e mezzo si sarà sempre in campagna elettorale, e non si può dire solo per la mia manifestazione ma anche per quella del PS, che è partitica. Non mi scandalizzo, le elezioni ci sono, però le manifestazioni sono sempre un'occasione per discutere e confrontarsi. L'importante è manifestare e farlo bene, la campagna elettorale fa parte del gioco, intanto si parla di temi che stanno a cuore a tutti.
C'è grande attenzione verso lo sciopero alla Exten, secondo lei sarebbe stato così anche se non si fosse stati vicini alle elezioni?
Non lo so. Fa sicuramente arrabbiare il fatto che dei datori di lavoro approfittino del franco forte per aumentare la pressione sui salari. Io sono dell'avviso che ovviamente non tutti siano delinquenti, perchè le difficoltà possono esserci, però a mio avviso il tempo intercorso fra la decisione della BNS e quella di diminuire i salari sia troppo breve. Il mio è un discorso generale. Bisogna naturalmente valutare caso per caso, alcune aziende hanno ordini giornalieri ed altre ordini fissi, per cui sono esposte in modo diverso all'oscillazione del franco, però è innegabile che alcuni ne approfittino. A perderci sono i residenti, i cui salari non sono comprimibili. Per un frontaliere in fondo non cambia molto, perchè col franco forte il suo stipendio è salito di un buon 20%, per cui anche abbassandolo rimane di fatto inviariato rispetto a prima; per contro diventa ancor più competitivo. Un ulteriore problema è la delocalizzazione, mi dà fastidio questo ricatto da parte di datori di lavoro che prima sono stati messi in condizioni favorevoli e coccolati, ed ora alla minima difficoltà vanno via. Qualcuno non ha alcun legame col territorio, non è il caso per esempio della Ambrosetti. Ogni situazione, come detto, è a sé.
PB
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