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Ticino
Savoia chiede le dimissioni di Martignoni
Redazione
16 anni fa
Niente più stadio in Via Tatti. Ora il coordinatore dei Verdi chiede che il sindaco di Bellinzona 'prenda atto dei propri gravi errori'

“Prendo atto con soddisfazione che l’ultimo chiodo è stato piantato nella bara del progetto surreale denonimato ‘Bellarena’”. Parole del coordinatore dei Verdi Sergio Savoia, che per mesi si è battuto contro la Bellarena in Via Tatti. Ma Savoia va oltre chiedendo le dimissioni del sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni. “Ritengo che il sindaco di Bellinzona dovrebbe prendere atto dei propri gravi errori e fare un gesto di responsabilità, permettendo così ad altri di prendere in mano la gestione della Città. In mancanza di ciò, l’ipotesi di revoca del municipio sarà sempre più l’unica possibilità rimasta per ristabilire un minimo di credibilità per Bellinzona e la sua classe politica”. Di ieri sera – lo ricordiamo - il colpo di scena: con una lettera datata 5 marzo il patron dell’ACB Gabriele Giulini dice basta al progetto di Bellinzona. “Giulini – scrive il suo legale Fabio Abate nella lettera indirizzata all’indirizzata ad HRS, la società promotrice dello stadio in via Tatti - si interroga sulla possibilità di mantenere i contatti con HRS, poiché non sembra sussistano le premesse per instaurare un solido rapporto di fiducia”. Savoia prosegue: “Ora che anche l’ACB si è resa conto, seppur tardivamente, dell’impraticabilità dell’opzione ‘Via Tatti’ chi, come il sottoscritto e i Verdi, ha denunciato in tempi non sospetti questa operazione meramente pubblicitaria si trova ripagato per i mesi in cui ad opporvisi erano solo pochi coraggiosi che non si sono accodati alle meravigliose e progressive sorti millantate dal municipio bellinzonese”. E ancora: “Oggi però sarebbe troppo comodo se qualcuno, sindaco in primis, potesse semplicemente far finta che non è successo niente. Nel corso di questa allucinante vicenda la Città ha perso soldi (quanto sono costati gli ‘studi sul traffico’ commissionati in zona Cesarini, quand’era già chiaro che Bellarena non si sarebbe fatta?), credibilità (basti pensare alle polemiche con il governo cantonale sullo Stabile Amministrativo 3 e quelle con i comuni vicini) e tempo (la città avrebbe compiuto in questi mesi ben altri passi verso una soluzione per il problema stadio)”.

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