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"Sarebbe da fermare tutto, ma il quartiere non deve pagare inadempienze altrui"
"Sarebbe da fermare tutto, ma il quartiere non deve pagare inadempienze altrui"
"Sarebbe da fermare tutto, ma il quartiere non deve pagare inadempienze altrui"
Redazione
7 anni fa
La Gestione approva il credito di progettazione per l'Autosilo a Locarno Monti e bacchetta l'Esecutivo

Sì, quell'autosilo a Locarno Monti s'ha da fare, ma... La Commissione delle gestione di Locarno ha dato parere positivo al credito da 315'000 franchi per la progettazione definitiva della nuova struttura, - "necessaria e attesa ormai da molti anni" e che comprende anche la riqualifica di tutto il comparto della piazza davanti alla chiesa - ma nel contempo non ha risparmiato una critica all'operato del Municipio.

La storia dell’autosilo di Locarno Monti è iniziata più di 20 anni fa, quando l’architetto Giampiero Orsi, su incarico dell’associazione Pro Monti, sviluppò il primo progetto per un autosilo sul sedime dove attualmente si trovano il parcheggio e il centro raccolta rifiuti, a valle della Chiesa. La domanda di costruzione, a causa di opposizioni dei vicini e per i susseguenti ricorsi, non ha portato a una licenza edilizia. Il progetto originale non ha mai potuto essere realizzato. Il Municipio aveva quindi iniziato a portare avanti la modifica di PR e nell’agosto 2015 aveva sottoposto il Messaggio concernente la richiesta del credito per l’organizzazione del concorso d’architettura riguardante la costruzione del nuovo autosilo e la riqualifica del sagrato della chiesa della SS Trinità.

Il 9 novembre 2015, il credito richiesto era stato approvato dal Consiglio Comunale (25 voti favorevoli, 0 contrari, 5 astenuti) con l’emendamento richiedente l’inserimento nel bando di concorso di un limite di spesa di 2.6 milioni di franchi. La procedura di concorso a invito ha quindi preso formalmente avvio nell’aprile dell’anno scorso, con l’invio degli atti ai cinque studi d’architettura scelti dal Municipio, "seguendo anche le raccomandazioni scaturite dalla discussione in Consiglio Comunale, alfine di dare la preferenza a professionisti aventi la sede a Locarno". Il progetto vincitore del concorso - "Baldassare" dell'arch. Michele Arnaboldi - "dimostra una lettura precisa e sensibile degli elementi caratterizzanti il paesaggio" e prevede una strutturazione a tre livelli separati e indipendenti, con altrettante entrate e uscite, per un totale di 73 porteggi interni e 2 esterni.

Riguardo al costo complessivo dell’opera, vi è da segnalare che nessuno dei progetti presentati rispetta il budget massimo indicato dal Consiglio Comunale al momento dell’approvazione del credito per il concorso. La Gestione non ha quindi potuto nascondere la sua "delusione" per questo stato di cose, "dovuto all’inserimento informale e non imperativo delle chiare richieste del Legislativo nelle condizioni del concorso". Nessuno dei partecipanti si è quindi sentito in dovere di rispettare l’indicazione data dal Consiglio Comunale "con la conseguenza che il maggior costo avrà una non indifferente incidenza anche sulla gestione finanziaria dell’autosilo il cui costo, in base al margine della stima, potrebbe lievitare fino a 5 milioni", sistemazione delle aree pubbliche circostanti ancora esclusa.

"Questo non rispetta una chiara decisione del Consiglio Comunale che fa purtroppo il pari a una simile situazione già vissuta in vista della realizzazione dell’autosilo di Piazza Castello - si legge nel rapporto della Commissione della gestione (relatori Stefano Lucignano e Gianbeato Vetterli) - Se non fosse per tutto quanto sin qui già è stato speso in tempo e soldi sulla via della realizzazione di questo importante oggetto per il quartiere di Locarno Monti, a questo punto sarebbe da fermare tutto e rimandarlo al mittente". Uno scenario che la Gestione non vorrebbe veder concretizzato in quanto "il quartiere di Locarno Monti si merita ora un’accresciuta attenzione e non il dover pagare per inadempienze di altri".

Per la Gestione, infine, bisognerà innanzitutto "sondare gli intenti definitivi dei proprietari d’immobili del quartiere, di acquistare o affittare stalli o eventuali partecipazioni a società da costituire", mentre il Municipio dovrà "chinarsi da subito sulla forma definitiva che si vorrà dare all’autosilo e alla sua gestione, anche per non inciampare nelle regole, discutibili, volute dalla sezione degli Enti locali per gli ammortamenti dei costi degli autosili comunali". Vi sono diverse forme possibili, dalla vendita in PPP di un certo numero di stalli, alla concessione di servitù prediali o personali a favore di parcelle o persone del luogo, alla collaborazione pubblico privato più marcate, alla creazione di una SA a quella di un ente autonomo per la gestione di tutti gli autosili (se ben fatto permetterebbe il non indifferente ricupero dell’IVA pregressa). "In qualsiasi forma si farà, annotiamo sin da ora che le cifre presentateci nelle suddette simulazioni di Business Plan ci appaiono necessarie di successivi approfondimenti perché difficilmente giustificabili per cui rinunciamo a riprenderle in questa sede".

Visto le controverse ultime evoluzioni di questo progetto, "il Municipio si dovrà impegnare a fondo per contenere i costi nell’ambito dell’allestimento del progetto definitivo e nella successiva fase di appalto e di esecuzione dell’opera, con tutte le ottimizzazioni possibili", e dovrà "riverificare gli onorari dei progettisti, per i quali abbiamo notato delle piccole differenze sugli importi esposti nei documenti che ci sono stati presentati".

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