
Dal 26 novembre in Piazza Riforma a Lugano sono tornati i tradizionali mercatini natalizi e gli chalet gastronomici, mentre il primo dicembre si è svolta l'accensione dell'albero di Natale.
Il periodo natalizio ha quindi ufficialmente preso il via a Lugano e il capo Dicastero Cultura ed Eventi Roberto Badaracco non nasconde la propria soddisfazione: “È partito bene, il momento clou però è atteso dall’8 all’11 dicembre e la settimana prima di Natale”. Un successo, in particolare a livello di visitatori stranieri: “Il pienone ci sarà il weekend prossimo mentre il boom di ticinesi è atteso per il 18”.
La città può quindi ritenersi soddisfatta: i turisti sono arrivati e hanno decisamente gradito l'offerta. “Sono arrivati diversi bus dall’Italia, come avevamo previsto”, ma forse – prosegue il capo Dicastero Cultura ed Eventi – ci si potrebbe aspettare qualcosa di più dai residenti. “Per ora ci sono stati quasi più visitatori dall’Italia. Sarebbe bello avere una maggior partecipazione dei locali”.
Tra gli aspetti più positivi la giornata di sabato che ha visto la partecipazione delle Harley Davidson e l’accensione dell’albero giovedì scorso. “Abbiamo ricevuto complimenti anche dall’estero”.
Il periodo natalizio per Lugano sembra funzionare, ma come da tradizione non mancano le immancabili polemiche. Alcuni commerciati si sono lamentanti di non aver potuto usufruire di una bancarella a causa del sold out, per poi trovarle vuote in alcuni momenti della giornata.
“C’è stato il pienone anche nelle richieste di un posto-bancarella. Ci sono state quasi delle difficoltà nel soddisfare tutti (ad esempio sull’ubicazione) – ci conferma Roberto Badaracco – Per quel che riguarda le bancarelle ‘vuote’, non abbiamo registrato nessuna diserzione. Gli accordi prevedono che nei momenti di massima affluenza debbano essere attive. Se dovessimo notare situazioni anomale interverremo”.
Nel complesso si può parlare di un primo bilancio molto positivo, "anche sulla qualità della merce venduta nelle bancarelle". Con un unico appello: “I mercatini non sono qualcosa di esclusivamente turistico, ma sono rivolti anche al Ticino”.
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