
I presunti «Sarajevo Safari» arrivano in Ticino. Il Ministero pubblico della Confederazione ha ricevuto denunce penali con nomi di possibili autori e persone informate sui fatti residenti in Svizzera. Il portavoce Maximilian Tikhomirov ne ha dato conferma al Blick: «Esaminiamo le denunce secondo la procedura consueta». Nessun procedimento è però stato aperto: resta da chiarire se il sospetto sia sufficiente e se la competenza sia federale.
L'ipotesi: tra il 1992 e il 1995 ricchi occidentali avrebbero pagato decine di migliaia di franchi a soldati serbo-bosniaci per sparare sui civili durante l'assedio di Sarajevo. Fino a 25.000 euro per un uomo, 40.000 per una donna, quasi 50.000 per un bambino.
La pista svizzera viene dall'autore milanese Ezio Gavazzeni, autore del libro I cecchini del weekend. Il quale ora precisa: si tratterebbe di svizzeri e italiani riuniti attorno a un mercante d'arte di Lugano, un gruppo di cacciatori partito insieme per la Bosnia. Il mercante non avrebbe partecipato, ma ne avrebbe saputo i dettagli secondo due fonti indipendenti.
Prove solide, tuttavia, mancano. Diversi esperti dubitano di cacce all'uomo sistematiche e segnalano incongruenze; due testimoni chiave si sono distanziati dal libro. Procedimenti sono comunque in corso a Milano, in Austria e in Belgio.

