
La situazione è intricatissima. Da quando la Lega dei Ticinesi ha deciso di lanciare il referendum contro il credito di 3,5 milioni per progetti ticinesi legati a Expo 2015, suscitando già allora il malumore di alcuni suoi membri, attorno alla partecipazione ticinese all'esposizione universale di Milano si è sentito un po' di tutto e di più.
Il referendum ha raccolto una miriade di firme, ma nel frattempo il Governo ha elaborato una via d'uscita, quella dello scorporo del credito, per consentire comunque al nostro Cantone di onorare gli impegni già presi per Expo 2015.
Una via d'uscita che sembrava sulla via della concretizzazione ma che dal giorno della consegna del referendum, l'altroieri, ha perso il sostegno unanime del Governo.
Che fare, quindi?
Il Corriere del Ticino di oggi scrive che il Governo starebbe vagliando ancora un'altra via. Quella di far capo al Fondo Swisslos per finanziare i progetti di Expo 2015.
Un'idea percorribile, visto che il Fondo Swisslos dipende direttamente dal Consiglio di Stato e non chiama in causa il Parlamento. E il regolamento d'uso di questo fondo prevede che "sussidi speciali possono essere concessi se interessi pubblici particolari lo giustificano", ciò che aprirebbe le porte a un finanziamento per Expo 2015.
Nel solo 2013 sono stati oltre 16 i milioni stanziati tramite il Fondo Swisslos, di cui per esempio 2,6 milioni per il Festival del film di Locarno.
Tocca ora al Governo valutare se e in che modo sia possibile utilizzare il Fondo per salvare i progetti ticinesi a Expo 2015.
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