
Nuovo colpo di scena sulla vicenda dei cinque procuratori pubblici ticinesi, “bocciati” nel settembre 2020 dal Consiglio della Magistratura (CdM), l’organo di vigilanza chiamato a sorvegliare il lavoro dei magistrati. Uno dei cinque bocciati (tutti poi rieletti dal Gran Consiglio), dopo essere stato segnalato al CdM, ha chiesto la ricusa dell’intero Consiglio della magistratura, ritenendo che l’organo di vigilanza, in seguito alla vicenda dello scorso anno, sia prevenuto nei suoi confronti. E il Tribunale d’appello in corpore, riferisce LiberaTV, ha ora accolto l’istanza del procuratore.
Sul caso è ora chiamato a esprimersi un Consiglio della magistratura straordinario. Negli scorsi giorni è infatti giunta la richiesta all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio di nominare quattro membri laici che faranno parte del gremio. I tre membri togati dovranno invece essere scelti dalla Magistratura. Si tratta di un fatto storico, mai successo prima in Ticino, e un atto di sfiducia verso il lavoro del Consiglio della magistratura in carica, guidato dal giudice Werner Walser, il cui mandato scadrà nel 2022.
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